ISRAELE – Attacchi dall’Iran e dal Libano. Idf abbattono jet iraniano

Nel quarto giorno di guerra le sirene continuano a scandire la giornata in tutto Israele. Gli allarmi sono scattati più volte tra Gerusalemme, Tel Aviv e l’area centrale del Paese dopo nuovi lanci di missili balistici dall’Iran. Quasi in contemporanea razzi di Hezbollah sono stati sparati dal Libano verso il nord, facendo scattare le sirene anche in Galilea. Ai civili è stato ordinato di raggiungere immediatamente bunker e stanze protette.
Secondo i soccorritori del Magen David Adom, due persone sono rimaste ferite negli attacchi: un uomo di circa 30 anni colpito da schegge e un’altra persona ferita dall’esplosione di un ordigno. Entrambi sono in buone condizioni. Frammenti dei missili iraniani e dei razzi lanciati da Hezbollah sono caduti in diverse località del centro del Paese, provocando danni ma non vittime.
Israele ha risposto con nuovi attacchi su Teheran e su altri obiettivi strategici in territorio iraniano. Tra i siti colpiti figurano il quartier generale della milizia Basij e strutture legate alla sicurezza interna del regime. Durante le operazioni un caccia stealth F-35 dell’aeronautica israeliana ha abbattuto nei cieli di Teheran un jet iraniano Yak-130. Secondo le Idf si tratta del primo abbattimento nella storia di un aereo con pilota da parte di un F-35. Per Israele è anche il primo combattimento aria-aria contro un velivolo con equipaggio da oltre quarant’anni: l’ultimo risaliva al 1985, quando un F-15 israeliano abbatté due caccia siriani MiG-23.
«Le operazioni continueranno almeno per un’altra settimana o due», spiegano fonti delle Idf, con l’obiettivo di colpire migliaia di infrastrutture militari del regime iraniano e ridurne la capacità offensiva.
A confermare l’impatto delle operazioni è stato anche il capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Caine: dall’inizio dell’operazione i lanci iraniani sono diminuiti drasticamente, con un calo dell’86% dei missili balistici e del 73% dei droni. Secondo Washington sono stati colpiti oltre duemila obiettivi e distrutte più di venti navi da guerra iraniane.
Nel frattempo Israele resta in stato di emergenza. Le scuole continuano con la didattica a distanza e il ministero della Salute ha organizzato voli speciali per far rientrare medici e personale sanitario rimasti all’estero con lo scoppio del conflitto.