ISRAELE – Riaprono negozi, riprendono i voli: il Paese cerca normalità

Mentre la guerra con l’Iran continua, Israele prova a tornare a una parvenza di normalità. Da oggi alle 12 sono entrate in vigore nuove direttive del Comando del Fronte Interno: tutte le aree del Paese passano da restrizioni severe a un livello più limitato. Negozi e attività possono riaprire, a condizione che sia possibile raggiungere rapidamente rifugi o spazi protetti in caso di allarme. Restano invece chiuse le scuole, che continuano con la didattica a distanza almeno fino alla fine della settimana. La decisione ha suscitato critiche da parte di alcune associazioni di genitori, secondo cui la riapertura dell’economia mentre il sistema scolastico resta fermo costringe molte famiglie a rimanere a casa con i figli.
Le nuove regole consentono anche riunioni fino a 50 persone, purché nelle vicinanze sia disponibile un rifugio.
Un segnale di riapertura arriva anche dai cieli. L’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ha ripreso a operare con alcuni voli civili dopo cinque giorni di chiusura. Giovedì mattina sono atterrati i primi voli di rimpatrio: un aereo della compagnia El Al proveniente da Atene e, poco dopo, un charter Israir partito da Roma. Altri voli sono previsti da diverse città europee, tra cui Milano, Parigi e Londra. L’operazione punta a riportare in patria parte dei circa 100 mila israeliani rimasti bloccati all’estero dopo la chiusura dello spazio aereo. Per ora è consentito l’atterraggio di un numero limitato di aerei, fino a due all’ora, mentre il governo prevede di riaprire gradualmente anche i voli in partenza a partire da domenica, se la situazione di sicurezza lo permetterà.
Contro l’Iran, l’esercito israeliano continua la sua campagna militare. Secondo fonti dell’aeronautica, citate dall’analista di ynet Ron Ben-Yishai, l’obiettivo è permettere agli israeliani di tornare a una routine quasi normale mentre le operazioni proseguono in profondità nel territorio iraniano. Il ritmo delle missioni è più alto rispetto alla campagna del 2025: i caccia effettuano molte più operazioni e alcuni piloti arrivano a volare verso l’Iran anche più volte nello stesso giorno, grazie alla preparazione logistica e operativa sviluppata negli ultimi mesi. «Non possiamo eliminare completamente la minaccia degli attacchi, ma possiamo arrivare a una situazione molto migliore», ha spiegato un alto ufficiale dell’aeronautica.