CULTURA – 6 settembre, una Giornata per parlare di amore

Cos’è l’amore per gli ebrei e nell’ebraismo? Rav Jonathan Sacks, storico rabbino capo d’Inghilterra e del Commonwealth scomparso nel 2020, riteneva l’ebraismo una religione fatta essenzialmente di amore. Un amore di tre tipi, incardinati in altrettanti concetti chiave: amore verso Dio «con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze»; amore verso il prossimo, da amare «come te stesso»; e infine amore verso lo straniero, «perché anche voi siete stati stranieri in terra straniera». Anche di questo si parlerà nel corso della prossima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica di settembre. Mancano ancora sei mesi al tradizionale appuntamento di fine estate – la data da segnare quest’anno in calendario è domenica 6 settembre – ma l’Associazione Europea per il Patrimonio Ebraico (Aepj) che coordina la manifestazione ha già annunciato il tema scelto come filo conduttore. Sarà per l’appunto “amore”, con molte possibili sfumature. Una scelta che è di per sé un messaggio, perché «il modo migliore per celebrare l’eredità ebraica in Europa è mettere in luce quella scintilla di cura e passione che alimenta la vita ebraica e la mantiene viva nella gioia e nel dolore». L’amore nell’ebraismo, sottolinea Aepj, è d’altronde «romantico e familiare, comunitario e divino, gioioso e intenso» e «percorre la vita ebraica in innumerevoli forme: dalla poesia mistica alle ninne nanne yiddish, dal Cantico dei Cantici ai versi di Leonard Cohen».
Nel 2025 la Giornata Europea della Cultura Ebraica fu dedicata a un altro grande amore ebraico, quello per i libri. Per l’Italia capofila fu allora la lombarda Soncino, in provincia di Cremona, dove nel 1488 venne stampata la prima Bibbia ebraica completa di vocalizzazione. La capofila per il 2026 non è stata ancora annunciata, ma l’Ucei ha comunque diffuso un primo “save the date” ricordando come l’amore, in tutte le sue forme, occupi un posto centrale nella cultura e nell’etica ebraica. E come non si limiti alla dimensione individuale ma abbia implicazioni collettive «legate all’azione, alla responsabilità e all’istituzione stessa del popolo ebraico».