LIVORNO – La Comunità ebraica presenta il suo “giardino segreto”

Un luogo accogliente in cui trascorrere del tempo libero in serenità e in cui organizzare attività didattiche, incontri letterari, passeggiate contemplative e momenti di meditazione «in piena armonia con la natura e i principi biblici».
Livorno ha da oggi il suo “giardino segreto”. Il giardino è quello della Yeshiva Marini, che dal dopoguerra fino al 1962 svolse la funzione di unica sinagoga della città ed è oggi la sede di un museo ebraico piccolo ma ricco di storia. Fondazione Livorno e Comunità ebraica hanno rilanciato lo spazio verde della Yeshiva, il cui edificio fu acquistato dagli ebrei livornesi nel 1867, abbattendo piante ormai morte, piantumandone di nuove e connettendole con indicazioni e spiegazioni al testo biblico. Oltre a ciò è stata predisposta un’area dedicata alla Sukkah, che potrà essere allestita e utilizzata durante la Festa ebraica delle Capanne in autunno. Il progetto prende le mosse dalla precedente consiliatura, sotto la guida di Vittorio Mosseri. Ed è stato finalizzato in quella corrente, presieduta da Gianfranco Giachetti.
«Tutte le piante all’interno del giardino hanno un significato», spiega David Balata, consigliere della Comunità ebraica con delega alla Cultura. «Ci piaceva l’idea di creare un piccolo polmone, connettendo al senso profondo della nostra tradizione e contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del museo». A maggio le scuole del territorio potranno visitare gratuitamente entrambi, giardino e museo, «favorendo la conoscenza, il rispetto e l’apprezzamento di questo importante patrimonio». Patrimonio storico, con molte testimonianze dal passato, ma anche spazio di identità viva. Qui lo scorso dicembre è stato festeggiato l’ultimo Chanukkah, la festa ebraica delle luci. D’altronde, come ha spiegato il rabbino maggiore Umberto Piperno, la Yeshiva, presso il cui pozzo gli ebrei livornesi continuano a celebrare ogni anno la cerimonia del Taschlich, «è prima una sinagoga e poi un museo, non viceversa».
Il progetto del “giardino segreto” ha coinvolto tra gli altri l’operatore Amaranta Servizi, che da anni cura visite e attività al museo. E la botanica Paola Spinelli, curatrice della manifestazione florovivaistica Harborea, giunta alla sua 13esima edizione. Spinelli ha definito l’iniziativa «molto interessante, perché associa la scienza ad aspetti sociologici e culturali: ci auguriamo che questo lavoro possa proseguire e valorizzare il ruolo fondamentale delle aree verdi nei nuclei urbani».

a.s.