LA POLEMICA – Emanuele Calò: “Hombre vertical” o guerrafondaio?

Il grande corsivista Massimo Gramellini ci rende partecipi delle sue riflessioni: «Chi non vorrebbe vivere un’ora da Sánchez per poter sbattere in faccia all’omaccione di Stato quello che tutti pensano di lui. Che sta giocando alla roulette russa con le nostre vite. Che si può essere amici degli americani senza diventarne servi. E che la violenza fuorilegge resta un crimine, anche se usata contro i tiranni iraniani. Sì, un’ora da hombre vertical. Un’ora e un quarto, magari, così da avere il tempo di dire a Trump quel che si merita senza preoccuparsi delle conseguenze, e rivendicando addirittura che noi non saremo tuoi complici solo per paura delle tue rappresaglie».
Il riferimento all’ora, moltiplicandolo per 24, ci riporta al Duce, cui si attribuisce la frase: «Meglio vivere un giorno da leone che cento (o cento anni) da pecora». Certo che Sánchez è un leone. Aveva detto: «La Spagna, come sapete, non ha bombe nucleari, né portaerei o grandi riserve di petrolio”, ha spiegato il premier spagnolo l’8 settembre 2025, “da soli non possiamo fermare l’offensiva israeliana. Ma questo non significa che non smetteremo di provarci. Perché ci sono cause per cui vale la pena lottare, anche se non è solo nelle nostre mani vincerle». Alcuni mezzi di stampa si sono precipitati a dire che il Presidente del Gobierno era stato male interpretato.
Allora: cosa vuol dire questo periodo?
a) Palesemente, Sánchez dice che, se potesse, fermerebbe con la forza l’offensiva israeliana. E l’offensiva di Hamas? Un marziano che leggesse la dichiarazione in oggetto potrebbe legittimamente pensare che non esista una cosa chiamata Hamas. Intanto, asserisce che muoverebbe guerra a Israele, una Nazione aggredita, lasciando in pace l’aggressore. Forse ha dimenticato gli attentati in Spagna dell’11 marzo 2004, con 193 morti e duemila feriti? Con la sua logica, se la sarebbe dovuta prendere con la Guardia Civil e non con gli attentatori. Contento lui, contenti tutti, ma certo che l’uomo è così originale che si stenta a capirlo.
b) Il riferimento alla bomba atomica potrebbe essere riferito alla debolezza complessiva della Spagna in ambito militare? Direi di no: poiché sono stato compagno di banco di Sigmund Freud (ho un’età) è dirimente che tiri in ballo l’arma atomica, come se fosse pari al petrolio e alle portaerei.
Ne consegue che Sanchez non è esattamente una pecora, ma un leone dall’inconscio nucleare (siamo buoni). Sta di fatto che Sanchez l’ha detto: se avessi l’atomica chissà cosa farei (con Israele). Non so se l’ottimo Gramellini lo sapesse, nel dubbio, ho deciso di renderlo edotto, come dicono i burocrati. Sánchez è un hombre vertical (Gramellini dixit) che però renderebbe gli altri, nei suoi sogni, un poco orizzontali. René Girard, il grande teorico francese, direbbe che Sanchez vorrebbe essere come Trump, ma non gli riesce.

Emanuele Calò