FIRENZE – Carrai: Su Israele un racconto spesso mistificatorio

Marco Carrai è il console onorario d’Israele in Toscana. Incarico che gli ha dato molte soddisfazioni, ma che lo ha anche costretto a confrontarsi con una nuova soglia di sicurezza personale per sé e per i propri cari. «Un’esistenza sotto scorta, come in un bunker. Non si vive tranquilli, ma io vado avanti a testa alta», racconta. In occasione dell’ultimo Giorno della Memoria, per le strade di Sesto Fiorentino sono comparsi alcuni volantini con il suo volto e le scritte «wanted» e «criminale di guerra», e sono molteplici gli episodi, in particolare negli ultimi due anni, in cui è stato oggetto di campagne diffamatorie.
Anche a questo si accennerà, a partire dalle 17, nel corso dell’iniziativa “Contro la menzogna: la responsabilità della parola” organizzata dall’Associazione Italia-Israele di Firenze nella sede del Consiglio regionale della Toscana (Sala delle Feste, Palazzo Bastogi, via Cavour 18), con il patrocinio tra gli altri della Comunità ebraica. Carrai porterà un saluto insieme al presidente della sezione fiorentina di Italia-Israele, Benedetto Allotta, al consigliere nazionale di Italia-Israele, Emanuele Cocollini, e al consigliere regionale Jacopo Cellai. Prenderanno poi la parola, moderati da Gigliola Sacerdoti Mariani, l’educatrice Angelica Edna Calò Livnè, lo studioso di lingua e letteratura ebraica Fabrizio Lelli, la giornalista e scrittrice Fiamma Nirenstein, il presidente di Setteottobre, Stefano Parisi.
L’iniziativa nasce come “risposta” alla decisione del festival Voices – European Festival of Journalism and Media Freedom, in svolgimento a Firenze, di avere come speaker sul Medio Oriente la relatrice speciale per i Territori palestinesi Francesca Albanese. Per Carrai, è una figura che «fa propaganda in modo contraddittorio» e allontana dalla comprensione dei fatti. Il console onorario si dice preoccupato per la qualità complessiva del dibattito sulle vicende mediorientali: «La storia ci insegna che la mistificazione della realtà e le fake news sono sempre state abbinate al popolo ebraico: pensiamo a cosa dicevano gli antichi romani o la Chiesa nel Medioevo, per arrivare ai nazisti. In molti casi siamo di nuovo lì. La guerra è una cosa orrida. Se però pensiamo ai bombardamenti sull’Italia durante la Seconda guerra mondiale associamo quei fatti alla riconquista della libertà ed è quella che oggi dobbiamo augurarci per il popolo iraniano, insieme alla sopravvivenza di Israele».