SCUOLA – A Didacta Italia un seminario per gli insegnanti sulla casherut
Decine di insegnanti da tutta Italia hanno partecipato al workshop “Nuove strategie per l’educazione interculturale. Un ricettario interculturale” organizzato da Ucei, Cei e Meis nell’ambito di Didacta Italia, la fiera dedicata alla formazione e all’innovazione del mondo della scuola in corso alla Fortezza da Basso a Firenze. Incentrato sulle 24 “Schede per conoscere l’ebraismo” realizzate da Ucei e Cei e in particolare sulla 18esima, sulle norme religiose ebraiche, l’incontro è stato animato dall’educatrice Federica Pezzoli del Meis e dalla chef israeliana Tze’ela Rubinstein con l’obiettivo di trasferire alcune conoscenze di base sulla casherut e condividere idee da elaborare a scuola. Tra queste anche un “ricettario” con il contributo degli alunni.
L’iniziativa è stata introdotta da don Giuliano Savina, direttore dell’ufficio nazionale ecumenismo e dialogo interreligioso della Cei, insieme a rav Ariel Di Porto, neo assessore all’Educazione e alla Scuola dell’Ucei, che hanno spiegato la genesi delle schede e la prospettiva in cui si muove questa collaborazione tra i due enti. Obiettivo è correggere errori e pregiudizi sull’ebraismo nei libri di testo. «Nella conoscenza dell’altra tradizione, è importante che questa si senta soggetto e protagonista», ha dichiarato don Savina. «Quello in atto è un processo molto importante, perché va a toccare processi di educabilità umana che appartengono a ciascuno di noi». Per Savina, la sfida è «passare dall’ermeneutica del sospetto a quella della fiducia e lo si ottiene attraverso l’ermeneutica della coerenza, entrando nei processi e negli intrecci del modo di vivere ed essere dell’altro». Come ha spiegato rav Di Porto, «le schede offrono degli spaccati e vogliono essere di aiuto agli editori: hanno una propria coerenza interna, sono corrette da un punto di vista scientifico e sono state revisionate dai rappresentanti del rabbinato e della Cei». Di Porto ha anche ricordato come la presenza ebraica nel paese sia più che bimillenaria «eppure, tante volte, parlando nelle scuole si viene percepiti come stranieri e ciò fa impressione». Le schede vogliono correggere anche questa distorsione, per valorizzare «l’atteggiamento propositivo» dell’ebraismo italiano nella sua lunga storia.
a.s.