USA – Strage sfiorata in sinagoga, l’allarme delle istituzioni ebraiche

Il tentativo di strage al Temple of Israel di Detroit, in Michigan, ha riacceso la preoccupazione sulla sicurezza degli ebrei americani davanti alla recrudescenza dell’odio. E se Jen Lader, rabbina della sinagoga riformata, ha parlato nelle sue prime dichiarazioni di «miracolo», l’ha fatto anche in riferimento ai meccanismi di protezione del luogo «che hanno funzionato come previsto: la nostra squadra è stata incredibilmente coraggiosa, le forze dell’ordine sono state fantastiche».
E così l’attentatore, un uomo di origine libanese, è stato subito neutralizzato e «tutti stanno bene», come ha spiegato Lader alla Jewish Telegraphic Agency.
Anche per Ronald Lauder, il presidente del World Jewish Congress, il fatto che non ci siano state delle vittime «è a dir poco miracoloso, ma i miracoli e l’autocompiacimento non manterranno le nostre comunità al sicuro: Bondi Beach ha dimostrato quanto questo genere di attacchi possa essere letale».
In una nota, Lauder ha ricordato come l’attacco alla sinagoga di giovedì non sia stato un caso isolato negli Usa e in generale nelle società occidentali. «Nelle ultime settimane in Canada sono state prese di mira alcune sinagoghe, una bomba è esplosa fuori da una sinagoga a Liegi in Belgio, ordigni incendiari sono stati lanciati fuori da Gracie Mansion (la residenza del sindaco, ndr) a New York da simpatizzanti dell’Isis», ha dichiarato. Per Lauder, sono «atti di terrorismo contro i valori occidentali ed ebraico-cristiani» e «se i leader non agiranno rapidamente, la democrazia e la società come le conosciamo rischiano il collasso totale». Lancia l’allarme anche l’Anti-Defamation League (Adl), una delle principali organizzazioni impegnate contro l’antisemitismo: «Quest’anno si è registrato un aumento della violenza contro le sinagoghe. Quello al Temple of Israel, nel Michigan, è il terzo grave attacco a una sinagoga negli Usa in meno di tre mesi, e il sesto in Nord America».
Il 16 e il 17 marzo, su iniziativa dell’Adl, è in programma a New York la conferenza internazionale sull’antisemitismo “Never is now”. L’organizzazione, nel suo ultimo report, ha messo in rilievo come nel 2024 si siano verificati 9.354 episodi di antisemitismo negli Usa, il numero più alto mai registrato da quando l’Adl ha iniziato a monitorare questi dati 46 anni fa. Per Jonathan Greenblatt, il ceo dell’Adl, «l’antisemitismo si è spostato dalle frange marginali al mainstream, alle nostre istituzioni, al tessuto stesso della vita quotidiana». E quindi «il silenzio non è un’opzione» e «l’urgenza di questo momento non potrebbe essere più chiara». «Diversi episodi nelle ultime ore hanno nuovamente messo in luce la gravità e la diffusione dell’odio antisemita», sottolinea in una nota l’Ucei. «Dall’incendio doloso che nella notte ha colpito una sinagoga a Rotterdam nei Paesi Bassi, agli attacchi e ai tentativi di aggressione sventati grazie alla prontezza delle forze di sicurezza in Michigan negli Stati Uniti, emerge con forza la necessità di mantenere altissima l’attenzione contro ogni forma di antisemitismo». Per la presidente Ucei, Livia Ottolenghi, «questi episodi ricordano quanto sia necessario mantenere sempre alta la vigilanza contro l’antisemitismo e ogni forma di violenza».