ISRAELE – Migliaia di studenti tornano a scuola tra gli allarmi
Mentre la guerra con l’Iran arriva al 17esimo giorno e le sirene restano una presenza quotidiana in molte città, Israele riapre per la prima volta le scuole. Da oggi circa 350 mila studenti sono tornati tra i banchi nelle aree considerate a rischio più basso dal Comando del Fronte Interno.
In molte scuole le lezioni riprendono solo per alcune classi o con orari ridotti, mentre una parte consistente degli studenti continua con la didattica a distanza. Alcuni comuni, tra cui Ashkelon, Dimona e Ariel, hanno scelto di non riaprire per ora il sistema educativo nonostante il via libera delle autorità militari perché la «situazione della sicurezza non è abbastanza stabile».
Secondo il ministero dell’Istruzione, nelle aree interessate vivono circa 390 mila studenti tra scuole e asili, anche se non tutti sono tornati in aula: in diversi casi la riapertura è organizzata a rotazione e il trasporto scolastico resta limitato. «Non torneremo alle lezioni in tutto il Paese finché i lanci di razzi non cesseranno, anche se questo dovesse proseguire oltre le festività», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Yoav Kisch.
L’iniziativa del Museo d’Israele
Alcune istituzioni culturali stanno cercando di sostenere studenti e famiglie ancora alle prese con le conseguenze della guerra e con la chiusura delle scuole. Tra queste c’è il progetto MuseumMobile del Museo d’Israele di Gerusalemme, che porta laboratori artistici direttamente nelle comunità colpite dal conflitto.
L’iniziativa, guidata dalla Ruth Youth Wing for Art Education, prevede che educatori e artisti si spostino con un veicolo attrezzato con materiali creativi per organizzare attività in hotel che ospitano sfollati, rifugi pubblici e scuole. In questi spazi vengono distribuiti kit artistici e organizzati laboratori per bambini e famiglie. «È particolarmente importante portare l’arte nella comunità in questo momento e offrire alle persone uno spazio di sostegno emotivo, creatività, immaginazione e speranza, anche quando sono lontane da casa», spiegano dal museo.
Il Museo d’Israele ha organizzato laboratori artistici nei rifugi pubblici e negli hotel di Gerusalemme, dove sono ospitati sfollati provenienti da Beit Shemesh, cittadina alle porte della capitale colpita nei giorni scorsi da un missile iraniano che ha ucciso nove persone.