MEDIO ORIENTE – Israele avanza nel sud del Libano, Beirut prende le distanze da Hezbollah

Non è ancora una campagna militare su larga scala, ma l’esercito israeliano ha iniziato una operazione mirata via terra nel sud del Libano, colpendo postazioni e infrastrutture di Hezbollah nelle aree più vicine al confine. L’obiettivo è ridurre la capacità del gruppo terroristico di colpire le comunità del nord di Israele e creare una fascia di sicurezza più ampia lungo la frontiera.
L’operazione è stata annunciata dalle Forze di difesa israeliane nelle stesse ore in cui il ministro della Difesa Israel Katz ha confermato che la manovra continuerà finché la minaccia non sarà neutralizzata. Dopo una riunione con i vertici militari, Katz si è rivolto alle centinaia di migliaia di abitanti del sud del Libano evacuati dalle loro case, dichiarando che «non potranno tornare» nelle zone a sud del fiume Litani finché non sarà garantita la sicurezza del nord di Israele. «Hezbollah pagherà un prezzo pesante per i suoi tentativi di distruggere Israele», ha aggiunto il ministro.
La pressione militare si accompagna a quella diplomatica. Secondo fonti citate dai media israeliani, Gerusalemme avrebbe avviato contatti indiretti con il governo libanese, chiedendo all’esercito di Beirut di intervenire contro Hezbollah anche durante la guerra. In caso contrario, Israele, riporta ynet, sarebbe pronto a colpire infrastrutture nazionali libanesi.
Da Beirut arriva un segnale politico che riflette il momento delicato attraversato dal Paese. Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha ordinato ai media statali libanesi di non utilizzare più il termine “resistenza” per riferirsi a Hezbollah, limitandosi a citarne il nome. La direttiva riguarda televisione pubblica, radio nazionale e agenzia di stampa ufficiale e segue la decisione del governo di vietare l’attività militare dell’organizzazione nel Paese, riporta l’emittente Kan.
Per anni Hezbollah è stato presentato nel discorso politico e mediatico libanese come parte della “resistenza” contro Israele. L’eliminazione del termine dai media ufficiali viene interpretata da alcuni osservatori come un segnale della crescente pressione su Beirut per prendere le distanze dal gruppo armato sostenuto da Teheran.
Oltre al fronte nord, continua la guerra diretta tra Israele e Iran, con attacchi delle Idf alle infrastrutture del regime e nuovi lanci di missili iraniani contro il territorio dello stato ebraico. Tra i bersagli di Teheran in queste ore c’è il centro d’Israele: Gerusalemme e la vicina Beit Shemesh sono state attaccate con danni a edifici e automobili. I soccorritori segnalano alcuni feriti lievi, tra cui un uomo colpito da un frammento di missile.