ROMA – Pitigliani Kolno’a Festival, quattro film per capire Israele
Al via a Roma, nel pomeriggio, la 17esima edizione del Pitigliani Kolno’a Festival (PKF) prodotto dal Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani e diretto da Ariela Piattelli e Lirit Mash. Quattro i film proposti all’interno della rassegna, tradizionale finestra sugli stimoli e le novità del cinema israeliano. L’obiettivo di quest’anno è proporre «un viaggio intenso ed emozionante» in una realtà in cui «il cinema diventa memoria, ponte, dialogo e scoperta».
Il festival aprirà oggi alle 17.30 con “Soda” del regista Erez Tadmor. Il film racconta la storia di una sarta che si trasferisce con la figlia in un quartiere operaio israeliano e del suo idillio amoroso con il capo operaio di una fabbrica, con un passato di partigiano. A turbare il sodalizio (e la comunità) arrivano però voci oscure sul passato di lei. Alle 19 sarà invece la volta di “A letter to David” di Tom Shoval. Il film è una sorta di lettera cinematografica personale indirizzata a David Cunio, per oltre due anni prigioniero di Hamas a Gaza e attore protagonista (con il gemello Eitan, anche lui rapito dai terroristi) del suo film d’esordio “Youth” del 2013. Il festival proseguirà lunedì 16 alle 20 con “Giado” di Golan Rise e Hagar Alroey. La pellicola si incentra sulla testimonianza di un sopravvissuto al campo di concentramento di Giado, allestito dai fascisti nel cuore del deserto libico. Concluderà il PKF, martedì 17 alle 20, la proiezione di “Real Estate” di Anat Malz. Protagonista della pellicola è una coppia che, in attesa del primo figlio, lascia Tel Aviv per Haifa. Ma il viaggio dei due sarà soprattutto interiore, dentro un amore tempestoso.
Tutti i lungometraggi del PKF sono in lingua originale e sottotitolati in italiano. L’iniziativa ha il patrocinio, tra gli altri, dell’Ucei.