TORINO – Centro Shimon Peres, 30 anni di solidarietà
Trent’anni fa, nel 1996, lo statista israeliano Shimon Peres dava il via all’avventura del Centro Peres per la Pace con l’intenzione di promuovere «un Israele prospero, con progetti per il sostegno e la valorizzazione dell’innovazione e la creazione delle condizioni per una convivenza armoniosa tra tutti i cittadini israeliani e per una pace duratura tra Israele e i suoi vicini». Erano e restano i pilastri dell’istituzione, con sede nella cittadina di Yafo vicino Tel Aviv.
Il periodo non è dei migliori, ma il trentesimo compleanno del centro resta un traguardo da celebrare. Anche per chi, dall’Italia, ne sostiene le attività. È il caso del Comitato Amici Centro Peres per la Pace, fondato a Torino nel 2005 a sostegno dell’iniziativa “Saving Children – La medicina al servizio della pace” che ha garantito ad oggi la cura di oltre 12mila bambini palestinesi e siriani negli ospedali d’Israele, ideato nel 2003 dalla giornalista italo-israeliana Manuela Dviri.
«Da allora abbiamo raccolto circa un milione di euro, tutti donati direttamente al centro», spiega Maria Ludovica Chiambretto, tra le fondatrici del comitato (il cui presidente è l’ingegner Carlo Baffert). «Il momento è difficile, ma anche dopo il 7 ottobre e l’inizio della guerra a Gaza abbiamo cercato di tenere vivo questo canale di collaborazione e dialogo. Sostenendo ad esempio l’acquisto di alcuni computer rigenerati per un villaggio beduino costretto alla didattica a distanza». Chiambretto è testimone dello sforzo compiuto dal 2005 a oggi, tra speranze di pace e vecchi e nuovi conflitti all’orizzonte. Un recente incontro online, a inizio marzo, si è concluso con le sirene d’allarme per i missili iraniani lanciati su Israele. Nei primi tempi, racconta, il comitato ha sostenuto la cura di bambini sordi mediante impianto cocleare, mentre sono oltre dieci anni che lo sforzo è rivolto verso la cardiochirurgia neonatale. Al riguardo sottolinea «la rete di collaborazione avviata sotto l’egida della Regione Piemonte, promotrice del comitato» con un sostegno trasversale arrivato dalla Comunità ebraica come da quella valdese. «Il comitato ha potuto contare e continua a contare sul sostegno di tanti amici. Ricordo chi non c’è più, a partire dall’ex presidente della Comunità ebraica torinese Tullio Levi. Mentre dal 2005 fino al 2012, l’anno della sua morte, la nostra presidente onoraria è stata Rita Levi-Montalcini». Tra il 2024 e il 2025 i programmi del Centro Peres per la Pace hanno aiutato una cinquantina di bambini palestinesi, tutti originari della Cisgiordania, sei dei quali grazie ai fondi raccolti dal Comitato e dalla Fondazione Giacometta Limentani e Walter Cantatore. «Stiamo lavorando per farci conoscere sempre di più. Tante persone hanno piacere a sostenerci e ad alimentare con il loro contributo la visione e le speranze di Shimon Peres».