MEDIO ORIENTE – Beirut rompe con Teheran mentre Riad chiede a Trump di combattere ancora

Almeno tre persone sono rimaste ferite martedì pomeriggio nel Negev da un frammento di un missile iraniano. Lo riporta il Jerusalem Post. Le squadre del Magen David Adom hanno curato un uomo sulla quarantina in condizioni moderate che ha subito lesioni agli arti, come pure una donna di 26 anni e un bambino di due mesi in condizioni lievi. I feriti sono stati quindi ricoverati presso il Soroka Medical Center. L’intera giornata di martedì è stata segnata da allarmi missilistici dal nord di Israele fino a Eilat sul Mar Rosso mentre l’aviazione israeliana ha effettuato nuovi bombardamenti su obiettivi di Hezbollah in Libano, eliminando due operativi della milizia sciita.
Sul piano diplomatico la giornata è stata segnata dall’espulsione dell’ambasciatore iraniano a Beirut accusato dal governo libanese di «violare le norme e i principi delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi», una decisione salutata con favore dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. Di rilievo anche una rara esternazione attribuita al principe ereditario e uomo forte dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, secondo cui, riferisce il New York Times, il presidente americano Donald Trump deve continuare la guerra con l’Iran, nel quadro di questa “un’opportunità storica di rimodellare il Medio Oriente”. Bin Salman avrebbe sostenuto che l’Iran rappresenta una minaccia per gli stati del Golfo e solo la rimozione del regime può eliminarla.