Leggi Noachidi, sinfonia spirituale

«Molte volte mi è capitato di incontrare persone che, avvicinandosi alla Torah e al popolo ebraico, sentivano nascere dentro di sé il desiderio di convertirsi all’ebraismo. Spesso, però, non sapevano che esiste anche un’altra possibilità, antica e pienamente radicata nella Torà stessa».
Sono le Leggi Noachidi, i sette precetti universali stabiliti da Dio per tutta l’umanità dopo il Diluvio. In Sette luci per il mondo, pubblicato da Giuntina, il chassid italo-israeliano Edoardo David Galliani racconta questa via «poco conosciuta» e al tempo stesso tra «le più alte espressioni dell’universalismo etico della Torah, un modo di vivere la fede, la giustizia e la bontà secondo la via che il Creatore ha pensato per tutta l’umanità». Referente italiano del Noahide World Center – Brit Olam, Galliani è milanese di nascita e israeliano di adozione. Dopo anni di lavoro nel campo della moda ha scelto di lasciare l’Italia e trasferirsi in Israele, per dedicarsi allo studio della Torah nel solco del movimento chassidico. Così, da seguace di Nachman di Breslav, illustra il Noachismo attingendo da fonti bibliche, talmudiche e mistiche, storie dei Maestri e insegnamenti chassidici. Non adorare idoli, non bestemmiare, non commettere omicidio, non commettere immoralità sessuale, non rubare, non mangiare carne strappata a un animale vivo, istituire tribunali di giustizia. Ciascuna delle sette Leggi è oggetto di un breve approfondimento da parte dell’autore, che a Tel Aviv dirige un istituto di formazione giovanile al Talmud. E se il numero sei rappresenta la dimensione materiale – i sei lati dello spazio, i sei giorni della creazione – il sette «è l’anima della materia, ciò che le dà vita, senso e direzione». Per questo le leggi di Noè «non sono soltanto “il minimo indispensabile” per l’umanità, ma contemporaneamente rappresentano un “massimo sufficiente”: in esse è contenuto tutto ciò che serve perché l’uomo viva in pace, con giustizia e in connessione con Dio».
Sette è un numero ricorrente nell’ebraismo, ricorda Galliani. È lo Shabbat, naturalmente, il giorno in cui il creato «ricevette la sua anima e la sua pienezza», l’intenso «percorso di purificazione interiore » delle sette settimane dell’Omer tra le solennità di Pesach e Shavuot, i sette bracci della Menorah del Tempio «simbolo della saggezza e della luce divina che illumina il mondo». Lo illumina tutto, aiutando a comporre quella “sinfonia spirituale” alla quale le Leggi Noachidi concorrono. «Quando ognuno mette il proprio suono al posto giusto, la musica diventa potente e bella. E può innalzarci».

a.s.