CULTURA – Il giudeo-arabo, un patrimonio da salvare
L’arabo degli ebrei iracheni è scritto in caratteri ebraici, ed è pieno di parole e inflessioni che raccontano una storia di convivenza e di separazione insieme. È da qui che parte la ricerca di Dan Sheena, raccontata da Simone Saidmehr su Forward: studioso del giudeo-arabo iracheno, una lingua che oggi sopravvive soprattutto nella memoria di chi è nato a Bagdad o nelle famiglie emigrate, e rischia di scomparire non tanto per mancanza di documenti quanto per la fine del mondo che la rendeva naturale. Gli ebrei iracheni parlavano arabo, leggevano e scrivevano in arabo e partecipavano alla cultura circostante pur mantenendo una propria identità religiosa e comunitaria. La particolarità stava nella scrittura e in alcuni elementi lessicali e culturali, ma la lingua era parte di uno spazio condiviso. Studiare oggi il giudeo-arabo significa quindi studiare una storia di relazioni, non una storia isolata. Sheena insiste sul fatto che questa lingua mette in crisi categorie troppo rigide, perché mostra come l’identità ebraica e quella araba siano state per secoli intrecciate, difficili da separare secondo le definizioni nazionali e politiche contemporanee. Molti testi religiosi, lettere, racconti popolari e documenti quotidiani testimoniano un mondo in cui l’arabo era la lingua naturale anche per gli ebrei, e in cui la distinzione passava più per la religione e per la scrittura che per la lingua parlata. La frattura avviene nel Novecento, con le migrazioni forzate e la nascita di nuovi Stati nazionali: gli ebrei iracheni si trasferiscono in Israele o in altri paesi e nel giro di una o due generazioni la lingua cambia, l’ebraico moderno sostituisce l’arabo, e il giudeo-arabo diventa la lingua dei nonni, poi un ricordo, infine un oggetto di studio. Per Sheena, recuperare questa lingua è un modo per restituire complessità alla storia ebraica del Medio Oriente, spesso raccontata solo attraverso la lente del conflitto e dell’esilio, oltre che un’operazione filologica. Nei testi giudeo-arabi si trova la traccia di una quotidianità fatta di commercio, letteratura, religione, musica, e rapporti di vicinato, una vita condivisa che la memoria politica tende a semplificare. La lingua diventa un archivio di parole come di relazioni sociali, gerarchie, abitudini e modi di pensare.. Il giudeo-arabo è una chiave per comprendere quella parte di storia ebraica moderna vissuta nei paesi arabi, oltre che per restituire voce a una tradizione che rischia di sopravvivere soltanto negli archivi se non viene studiata, insegnata e raccontata.