ISRAELE – Nord sotto attacco, soldato Idf ucciso in Libano
Il nord di Israele torna sotto pressione nel 31esimo giorno di conflitto con l’Iran. Una nuova ondata di attacchi ha colpito l’area di Haifa e la Galilea. Le sirene sono risuonate più volte nel corso della giornata, mentre razzi lanciati da Hezbollah e missili provenienti dall’Iran hanno raggiunto diverse località, causando danni a infrastrutture e abitazioni civili.
La maggior parte degli attacchi è stata intercettata, ma non tutti. Ancora una volta, la baia di Haifa è finita nel mirino: detriti di missili intercettati hanno colpito l’area della raffineria Bazan, provocando un incendio all’interno del complesso industriale. Si tratta del secondo episodio in pochi giorni che coinvolge uno dei nodi energetici più sensibili del Paese. «Non possiamo continuare a giocare alla roulette russa con la vita e la sicurezza dei residenti della metropoli di Haifa e con la sicurezza energetica dei cittadini dello Stato di Israele», ha dichiarato Avihu Han, vicesindaco di Haifa e presidente dell’associazione ambientale della baia. Han ha denunciato come la presenza delle raffinerie nel cuore di una zona densamente abitata rappresenti «un fallimento della politica energetica e di sicurezza».
A pochi chilometri di distanza, a Shfaram, città araba della Galilea dove convivono musulmani, drusi e cristiani, frammenti di missile iraniano hanno colpito un’abitazione, squarciando il soggiorno e causando ingenti danni all’edificio. Al momento dell’impatto, due bambini si trovavano all’interno della casa e si sono rifugiati in un angolo, a pochi metri dal punto d’esplosione. «Non si sono fatti nulla, è un miracolo», ha raccontato un residente a ynet.
Sul fronte nord, la giornata è stata segnata dall’uccisione del sergente Liran Ben Zion, 19 anni, colpito da un missile anticarro durante le operazioni contro Hezbollah nel sud del Libano. L’episodio conferma l’intensità degli scontri lungo il confine, dove le forze delle Idf stanno avanzando con l’obiettivo di neutralizzare le cellule responsabili degli attacchi quotidiani contro Israele. Missione in cui domenica un altro soldato, Moshe Yitzchak Katz, 22 anni, è stato ucciso.
Nello scontro con Hezbollah, le Idf accusano il movimento sostenuto dall’Iran di utilizzare ambulanze e infrastrutture mediche per scopi militari, parlando di «cellule terroristiche travestite da paramedici». Secondo l’esercito israeliano, mezzi sanitari sarebbero stati impiegati per il trasporto di armi, in violazione del diritto internazionale. Da Beirut non sono arrivati commenti, mentre le autorità libanesi denunciano l’uccisione di personale medico negli attacchi israeliani.
Herzog e le violenze in Cisgiordania
Altro tema al centro del dibattito in queste settimane è la violenza in Cisgiordania. Il presidente israeliano Isaac Herzog, rispondendo a una lettera di rabbini e leader della diaspora, ha condannato le aggressioni compiute da estremisti ebrei, definendole «reati gravi che colpiscono innocenti, minano lo stato di diritto e macchiano l’immagine morale del Paese, all’interno e all’esterno».
Herzog ha sottolineato come tali episodi siano «in netta contraddizione con i valori su cui si fonda lo Stato d’Israele», richiamando la tradizione etica ebraica e il principio della sacralità della vita umana. «Violare questi principi significa colpire le fondamenta stesse della nostra società», ha scritto il capo dello stato, sottolineando come la questione non sia solo legale, ma investa il piano più profondo dell’identità nazionale.
Il presidente ha poi spiegato di aver chiesto al governo e ai vertici della sicurezza di utilizzare «tutti gli strumenti disponibili per fermare i responsabili e porre fine senza indugio a questo fenomeno inaccettabile». Alla vigilia di Pesach, conclude Herzog, «ricordiamo come il primo atto di leadership di Mosè fu un atto morale: difendere la giustizia di fronte alla violenza contro un innocente. Difendere questo valore fondamentale è un dovere inequivocabile in questo momento critico. Dobbiamo garantire che la legge venga applicata con equità e impegnarci per la sicurezza e il benessere di tutti».
(Foto Vigili del Fuoco di Haifa)