ISRAELE – Hezbollah uccide quattro soldati, ancora missili sul centro
Il capitano Noam Madmoni, 22 anni, comandante di squadra, il sergente maggiore Ben Cohen, il sergente maggiore Maksim Antis e il sergente Gilad Harel — tutti e tre ventunenni — facevano parte dell’unità di ricognizione della brigata Nahal ed erano impegnati nelle operazioni sotto il comando della 162ª Divisione nel sud del Libano quando sono caduti in uno scontro a distanza ravvicinata con terroristi di Hezbollah, nei pressi del villaggio di Beit Lif.
Secondo la ricostruzione dalle Idf, intorno alle 18:30 di lunedì l’unità ha individuato una cellula di terroristi ingaggiando un combattimento ravvicinato, in cui sono rimasti uccisi Cohen, Madmoni, Antis, e Harel. Durante le successive operazioni di evacuazione dei feriti verso una zona sicura, i terroristi hanno lanciato un missile anticarro contro le forze israeliane. Le Idf hanno risposto con fuoco di artiglieria corazzata e attacchi aerei, colpendo le postazioni nemiche nell’area. Nello scontro sono rimasti feriti altri soldati, uno in condizioni gravi.
«Maksim diceva sempre che il popolo di Israele è uno solo. Chiedo a tutti: venite ai funerali, venite negli ospedali. State vicini alle famiglie dei soldati, anche se non le conoscete. Siamo un’unica famiglia». È l’appello lanciato da Genya e Adi, fratelli del sergente maggiore Antis, intervistati dall’emittente pubblica Kan. «Abbiamo ricevuto la notizia a mezzanotte e da allora non dormiamo», ha raccontato Adi. «Maksim era due metri di pura gioia. Chiunque lo incontrasse, anche solo per un momento, se ne innamorava subito. Si prendeva cura di tutti, risolveva i problemi e ci tranquillizzava. Diceva sempre: “Non preoccupatevi, sono qui per proteggervi, è per questo che mi hanno addestrato”».
Nel centro di Israele continuano intanto a risuonare gli allarmi per gli attacchi dall’Iran. I soccorritori sono al lavoro presso diversi punti d’impatto a seguito del lancio di un missile balistico iraniano che, secondo le prime valutazioni, trasportava una testata a grappolo, un’arma vietata dalle convenzioni internazionali, più volte impiegata dal regime di Teheran contro Israele. Le submunizioni si sono disperse su più aree urbane, colpendo Bnei Brak, Ramat Gan e Petah Tikva, dove alcune esplosioni hanno ferito otto persone e danneggiato edifici e veicoli.