ISRAELE – Missile iraniano colpisce Haifa, quattro morti
Israele annuncia l'uccisione del capo delle spie dei pasdaran
È di quattro morti, oltre a vari feriti, il bilancio dell’impatto di un missile balistico iraniano su di un edificio nella città israeliana di Haifa. L’impatto è avvenuto nel pomeriggio di domenica in una zona residenziale ed è a oggi uno dei più letali dall’inizio del conflitto. Un’indagine dell’aeronautica israeliana ha rivelato che il missile non è stato intercettato. Proseguono intanto gli attacchi da parte del regime degli ayatollah, mentre è in discussione in queste ore l’ipotesi di una tregua di 45 giorni tra Usa e Iran. Nella sola mattina di lunedì, riporta la stampa israeliana, detriti di ordigni lanciati da Teheran hanno colpito almeno 15 siti nella zona centrale del paese. È notizia del giorno anche l’uccisione da parte israeliana di Seyed Majid Khadami, il capo dell’intelligence del corpo delle Guardie Rivoluzionarie. «I leader iraniani vivono con la sensazione di essere braccati. Continueremo a dar loro la caccia uno per uno», ha dichiarato il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, commentando l’operazione. Khadami era entrato in carica nel giugno dello scorso anno dopo l’uccisione del suo predecessore Mohammed Kazemi, colpito a morte da Israele nel corso della Guerra dei Dodici giorni.
«Tutto il paese è di fatto coinvolto nel conflitto e il punto in cui cadono i missili è casuale. Questo comunque ha colpito a circa trecento metri da casa nostra», sottolinea Claudio Millul, architetto di origine fiorentina residente a Haifa, dove è arrivato nel 1969 come studente del Technion. «Già nella Guerra dei Dodici giorni un missile cadde a duecento metri da casa nostra, distruggendo anche in quel caso un edificio. Oggi come ieri, dopo il primo spavento e smarrimento siamo tornati a vivere in modo “normale”. Personalmente la situazione politica mi inquieta più dei missili iraniani». Al momento dell’impatto Millul si trovava all’interno del mamad, la safe room presente in molte (ma non tutte) le abitazioni israeliane. Negli ultimi due anni e mezzo Haifa è stata spesso nel mirino, dell’Iran come degli Hezbollah dal Sud del Libano. Questa volta però «abbiamo sentito un boom più forte del solito».