LIBRI – Premio Adei-Wizo, vincono Sharabi e Giardino
Il libro autobiografico L’ostaggio (ed. Newton Compton) di Eli Sharabi si è aggiudicato la XXVI Edizione del premio letterario “Adelina Della Pergola” dell’Associazione Donne Ebree d’Italia (Adei-Wizo). Già vincitore del Golden Book Award e proclamato “Libro dell’anno” ai National Jewish Book Awards, L’ostaggio è stato premiato da una giuria di oltre 500 lettrici perché ritenuto «un testo di eccezionale valore per la testimonianza storica e umana che trasmette», restituendo «in modo diretto e autentico» l’esperienza della prigionia di Sharabi nei tunnel di Gaza. Per l’Adei si tratta di «un libro necessario, capace di lasciare un segno duraturo nella coscienza dei lettori». Nella sezione principale del premio, la cui giornata conclusiva è in programma giovedì 7 maggio nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Ferrara, L’ostaggio ha superato i romanzi Il grande frastuono di Roy Chen (Giuntina) e Patrilineare Enrico Fink (Lindau). Nella sezione Ragazzi il vincitore è invece il graphic novel I cugini Meyer di Vittorio Giardino (Rizzoli Lizard), scelto dagli studenti delle scuole superiori italiane che hanno aderito all’iniziativa. Il libro racconta una storia di salvataggio in territorio austriaco, poco dopo l’Anschluss, con protagonista uno dei personaggi più amai di Giardino: l’agente segreto Max Fridman. Nella graduatoria della categoria dedicata ai giovani lettori l’opera di Giardino, fra i più noti fumettisti italiani, molto apprezzato anche all’estero, ha battuto La vita invisibile di Mauro Di Castro (Albatros).

«Le giurie si sono confrontate con una narrativa che attraversa epoche e stili letterari differenti, compreso quello della graphic novel, genere che per la prima volta è entrata di diritto tra i finalisti», ha dichiarato Susanna Sciaky, la presidente nazionale Adei Wizo. «Ognuna di esse, però, è capace di restituire la complessità che ha costruito il nostro tempo: vi troviamo la testimonianza drammatica dell’esperienza del massacro del 7 ottobre e la tragedia degli ostaggi, l’indifferenza delle nazioni europee che permise la Shoah nel 1938, ma anche il racconto delle dinamiche familiari che caratterizzano l’identità del popolo ebraico, qui e in Israele».