FIRENZE – Da Tullio Terni a Robert Einstein, la memoria dei nomi

Nel corso della commemorazione per Yom Ha Shoah Ve Ha-Gvurà, il Giorno della Shoah e dell’Eroismo, la Comunità ebraica di Firenze ha annunciato la prossima integrazione di 19 nominativi nella lapide che dal 1951 ricorda gli ebrei fiorentini assassinati nella Shoah nel giardino della sinagoga. L’iniziativa è stata comunicata dal presidente Enrico Fink e dalla consigliera Paola Barbetti, insieme al rabbino capo della città Gadi Piperno. È intervenuta anche la storica Marta Baiardi, che ha coordinato un lavoro di approfondimento grazie al quale varie identità sono emerse dall’oblio, in particolare di cittadini stranieri che si trovavano in quel periodo in territorio fiorentino. Nella lista dei 19 ci sono anche figure già conosciute. Come Robert Einstein, cugino di Albert, che si tolse la vita dopo la strage del “Focardo”, avvenuta in località Rignano sull’Arno, in cui furono assassinate la moglie Cesarina Mazzetti detta Nina e le figlie Luce e Annamaria. E il rabbino capo di Genova, Riccardo Pacifici, nato e formatosi come rabbino a Firenze, che fu trucidato ad Auschwitz-Birkenau alcune settimane dopo l’arresto nel capoluogo ligure.
Prima della lettura dei nomi, seguita da un momento di raccoglimento e preghiera, si è svolta nei locali comunitari la presentazione del libro Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l’ipocrisia italiana (ed. La Nave di Teseo) di Pierluigi Battista. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con la sezione fiorentina dell’associazione Italia-Israele. Ha dialogato con l’autore il giornalista di Pagine Ebraiche, Adam Smulevich. Il libro ripercorre la vita di Terni, scienziato e accademico di fama, cacciato perché ebreo durante il fascismo e nel Dopoguerra accusato di complicità con il fascismo da un tribunale antifascista. Il 25 aprile del 1946, nel primo anniversario della Liberazione, Terni si suicidò usando la stessa fiala di cianuro che aveva immaginato di usare in caso di cattura.