MILANO – Dalle parole alle mappe: raccontare le migrazioni ebraiche con il digitale
«Gli strumenti digitali permettono di rappresentare la complessità delle migrazioni ebraiche nel Mediterraneo, qualcosa che sarebbe molto difficile restituire con metodi tradizionali». Per Chiara Renzo, storica e curatrice del progetto Trame della Fondazione CDEC di Milano, è da qui che bisogna partire: dalla possibilità di vedere, nello spazio e nel tempo, storie che altrimenti resterebbero frammentate tra le carte d’archivio. Di questo si parlerà domenica 19 aprile alle 11 alla Biblioteca del Cdec, nell’incontro “Dalle parole alle mappe. Come rappresentare passato e presente nell’era digitale”, un appuntamento dedicato al rapporto tra memoria, fonti e strumenti digitali. Accanto a Renzo interverrà Giovanni Pietro Vitali per il progetto Avalanche. L’incontro sarà introdotto da Laura Brazzo, vicedirettrice della Fondazione Cdec, con un intervento del giornalista Davide Lerner.
Il progetto Trame nasce da una domanda semplice e insieme decisiva: come rendere visibili le storie raccolte negli archivi? «Parliamo di circa 140 interviste a migranti ebrei arrivati in Italia dal Nord Africa e dal Medio Oriente», spiega Renzo. «Materiali preziosi, ma dispersi. La sfida era costruire un modo per metterli in relazione e restituirli a un pubblico più ampio». La risposta è una piattaforma digitale (https://trame.cdec.it/) che intreccia testimonianze, mappe e approfondimenti. Non un archivio tradizionale, ma uno spazio di esplorazione. «Il sito non sostituisce l’archivio», chiarisce la studiosa. «Le interviste complete si ascoltano lì. Ma offre strumenti per orientarsi, per cogliere l’insieme, per capire come le storie individuali si inseriscono in un quadro più ampio».