MEMORIA – Hassen Chalghoumi, un imam ad Auschwitz per Yom HaShoah

Hassen Chalghoumi, imam francese di origine tunisina, è noto per il suo impegno nel dialogo interreligioso e per le sue prese di posizione pubbliche contro l’antisemitismo in Europa. Presidente della Conferenza degli imam di Francia, è una figura coerente nel rivendicare la necessità di un confronto diretto tra le comunità religiose e nel condannare esplicitamente l’odio antiebraico. In un suo testo uscito sulla Tribune Juive, Chalghoumi racconta la propria partecipazione alla Marcia dei Viventi ad Auschwitz, in occasione di Yom HaShoah, e restituisce l’esperienza del luogo in termini concreti: Auschwitz è uno spazio fisico che impone una percezione immediata della storia, non è un emblema astratto. Il cammino verso Birkenau assume il valore di un attraversamento che non concede scorciatoie interpretative e la memoria, in questa prospettiva, è una responsabilità che si misura nel presente. «Essere qui significa rifiutare l’oblio», scrive, indicando nella presenza stessa una forma di presa di posizione. Il testo di Chalghoumi insiste sulla necessità di nominare con precisione ciò che è accaduto, evitando assimilazioni indebite o semplificazioni che rischiano di svuotare la Shoah della sua specificità storica. Allo stesso tempo sottolinea come quella storia interroghi direttamente l’oggi, in un contesto europeo in cui gli episodi di antisemitismo continuano a manifestarsi. Riconosce la centralità della memoria ebraica senza trasformarla in un discorso esclusivo, e senza diluirla in un universalismo indistinto, ne emerge un invito alla vigilanza che non ha nulla di rituale. La Marcia dei Viventi, opposta alle marce della morte, resta un gesto limitato ma necessario che afferma una continuità della vita e della responsabilità, la memoria non protegge automaticamente dal ritorno dell’odio ma richiede parole chiare e scelte coerenti.