LIBERAZIONE – Il 25 aprile è Shabbat: Ucei sfila a Bologna il 21

Il gonfalone dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sfilerà il 21 aprile a Bologna in occasione della festa cittadina per la Liberazione. Il vessillo Ucei non ci sarà invece il 25 aprile a Milano per il corteo nazionale. «La decisione è stata presa dall’Unione perché il 25 cade di sabato, in coincidenza con lo Shabbat. Allo stesso tempo, lasciamo libertà individuale a chi vorrà partecipare, garantendo supporto anche sul piano della sicurezza, con il coinvolgimento delle autorità competenti», spiega Milo Hasbani, vicepresidente Ucei, che a Bologna guiderà la delegazione il 21 insieme all’altra vicepresidente Monique Sasson.
La presenza nella città felsinea, sottolinea Hasbani, è una scelta autonoma e non in contrapposizione con l’assenza milanese. «Come Unione abbiamo deciso di aderire e ci sarà il nostro gonfalone, con una delegazione composta da rappresentanti provenienti da Bologna, Milano e Roma».
Nel capoluogo emiliano, dove il 21 aprile si celebra la Liberazione dalla occupazione nazifascista, il programma delle commemorazioni prevede alle 9.55 l’arrivo in piazza Nettuno del corteo delle Brigate partigiane bolognesi, insieme alla Brigata Friuli, alla Brigata Majella e all’Associazione Bersaglieri. Alle 10 sarà deposta una corona alla lapide dei Gruppi di Combattimento dell’Esercito Italiano, con gli interventi, tra gli altri, del sindaco Matteo Lepore e del presidente della Comunità ebraica di Bologna Daniele De Paz.
«La Liberazione è una cosa che ci tocca in modo molto diretto», sottolinea Hasbani. «Per noi è fondamentale rendere omaggio e ricordare il significato del 25 aprile. Dispiace vedere come un giorno di festa sia stato politicizzato e distorto. Il clima non è semplice e in alcuni contesti abbiamo percepito, non possiamo nasconderlo, una chiara ostilità per la presenza ebraica».

Il 21 aprile per Bologna
«La cerimonia del 21 aprile a Bologna è sempre stata molto sobria, molto incentrata sui valori della Liberazione, senza strappi né proteste», spiega De Paz. Una differenza netta rispetto ad altre piazze: «Il 25 aprile, purtroppo, è diventato un contesto diverso, dove spesso predominano altre bandiere e si crea una distorsione del significato storico di questo giorno. Penso alle bandiere palestinesi e all’omissione sul ruolo del Gran Muftì di Gerusalemme al fianco di Adolf Hitler durante la guerra». De Paz ricorda come la presenza dell’Ucei a Bologna non sia una novità: «Già una decina di anni fa il gonfalone dell’Unione sfilò in città, richiamando anche il valore della Brigata ebraica. Da allora la Brigata è sempre presente, almeno simbolicamente». Un riconoscimento che «è sempre avvenuto senza contestazioni, perché da noi è ben chiaro il contributo della Brigata, dallo sfondamento della Linea Gotica fino alla liberazione delle città italiane». Le istituzioni cittadine, conclude il presidente degli ebrei bolognesi, «ne hanno sempre riconosciuto il valore», come dimostra la medaglia conferita lo scorso anno al gonfalone della Brigata.

Milano ebraica, appuntamento il 26 aprile
Diversa la situazione a Milano, dove la Comunità ebraica ha annunciato che non parteciperà ufficialmente al corteo del 25 aprile. La motivazione formale resta la coincidenza con lo Shabbat, ma in un comunicato emerge anche una riflessione più ampia: a oltre ottant’anni dalla Liberazione, si legge, «gli ebrei italiani hanno ancora bisogno di protezione per partecipare appieno alla vita pubblica», segno che il principio costituzionale di uguaglianza sostanziale «non è ancora un obiettivo raggiunto». Il testo parla di un clima che ha reso «sempre più difficile partecipare serenamente alle celebrazioni», fino a far percepire la presenza ebraica come «aliena o delegittimata» in una ricorrenza che invece «ci appartiene profondamente».
«La tensione esiste, ed è evidente», osserva il presidente degli ebrei milanesi Walker Meghnagi. «Noi non abbassiamo la testa, vogliamo essere rispettati per quello che siamo». E cita il clima respirato negli ultimi incontri preparatori del corteo nazionale a Milano: «Ci sono stati interventi con toni molto duri, con frasi che definirei discriminatorie. Ma voglio ribadire un punto: il 25 aprile è casa nostra, non siamo ospiti, siamo parte della Resistenza». Per questo la Comunità ha scelto di organizzare un proprio momento commemorativo: domenica 26 aprile, al Milano War Cemetery, si terrà una cerimonia dedicata alla memoria della Liberazione e al ruolo degli Alleati e della Resistenza. «Come Comunità, andremo al cimitero militare dove sono sepolti coloro che hanno liberato l’Italia», spiega Meghnagi, «per rendere omaggio e dare un messaggio chiaro: ci siamo, ma nelle modalità che riteniamo giuste».

d.r.

(Nell’immagine, un momento della Festa della Liberazione a Bologna il 21 aprile 2025)