BOLOGNA – Corteo Liberazione, in piazza Ucei e Brigata Ebraica
Una delegazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha sfilato a Bologna, prendendo parte alle celebrazioni dell’81esimo anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo, avvenuta il 21 aprile del 1945. Bologna fu una delle prime città del nord Italia a ritrovare la libertà. Nel corteo che ha raggiunto piazza Nettuno anche numerose bandiere della Brigata Ebraica, il corpo formato da oltre 5mila volontari giunti dall’allora Palestina del Mandato britannico, il futuro Stato di Israele. «Combatterono per la dignità dell’uomo, distinguendosi in azioni decisive come lo sfondamento della Linea Gotica», ha dichiarato in piazza Daniele De Paz, il presidente della Comunità ebraica locale, con accanto il sindaco Matteo Lepore. Sono inoltre intervenuti il presidente provinciale dell’Anpi, Anna Cocchi, e la console generale della Repubblica di Polonia a Milano, Agnieszka Gloria Kamińska. I soldati polacchi furono i primi militari delle forze alleate a entrare a Bologna, da Porta Maggiore, in quel 21 aprile di ritrovata speranza.

Nel parlare della Brigata Ebraica, protagonista della stessa vicenda, De Paz ha evidenziato il ruolo svolto anche «nella ricostruzione civile e spirituale» dell’ebraismo italiano devastato nella Shoah. Il presidente degli ebrei bolognesi ha anche menzionato il contributo di oltre mille ebrei italiani nella lotta partigiana, citando tra gli Emilio Sereni, Leo Valiani e Umberto Terracini a testimonianza di quanto l’impegno ebraico sia stato «linfa vitale» per la nascita e la diffusione dei valori della Costituzione. È quanto ha ribadito la presenza della delegazione Ucei con alla testa i due vicepresidenti dell’ente, Monique Sasson e Milo Hasbani. «Partecipare è stato un atto doveroso e un bellissimo segnale», sottolineano in coro. Erano inoltre presenti, tra gli altri, gli assessori Ucei Davide Romanin Jacur, David Menasci e Riccardo Joshua Moretti, assieme ai consiglieri Guido Coen e Sabrina Cohen. De Paz ha citato la rappresentanza Ucei più volte, rivolgendole «il caloroso saluto» di Bologna e rimarcando «il legame indissolubile tra l’ebraismo italiano e la Resistenza». Per De Paz, ricordare la Resistenza significa assumersi il peso di questa eredità e riconoscere che la difesa della libertà «richiese allora un fermo impegno etico e civile contro chi propugnava odio e morte».

E se il riemergere di linguaggi d’odio che «avvelenano il dibattito pubblico» è motivo di allarme, resta imperativo il rifiuto di strumentalizzazioni e distorsioni della Memoria affinché «i valori di allora, nuovamente minacciati», siano ribaditi «con coerenza istituzionale». In considerazione delle «complesse tensioni geopolitiche e preoccupanti derive ideologiche», De Paz aveva in precedenza esplicitato la necessità di vivere appuntamenti come quello odierno con consapevolezza, evitando «meri adempimenti formali» e «affermazioni di valori astratti», trattandosi di un momento cardine «del nostro calendario civile».

Al termine della cerimonia alcuni manifestanti propal si sono scagliati verbalmente contro i rappresentanti dell’Ucei e della Comunità ebraica. Dopo qualche istante di tensione, hanno lasciato la piazza. «Mi sembra che abbiamo fatto una bella cerimonia e che tutti abbiano potuto esprimere il loro parere», ha commentato a margine della commemorazione il sindaco Lepore. «L’intervento di De Paz era importante: la Brigata Ebraica è stata una parte fondamentale della Liberazione della città e quindi la ringraziamo sempre e in ogni occasione, sia il 21 che il 25 aprile. Tanti ebrei sono stati parte della nostra assemblea costituente».
a.s.