MILANO – Da Piantedosi condanna netta dei fatti antisemiti del 25 aprile
I riferimenti all’attualità hanno segnato il convegno “Le vittime dell’odio” organizzato dall’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad) della Polizia di Stato al Memoriale della Shoah di Milano, con la senatrice a vita Liliana Segre e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.Il titolare del Viminale ha ribadito «la condanna più netta» per quanto accaduto durante il corteo del 25 Aprile al passaggio della Brigata Ebraica e di altre organizzazioni a Milano. Piantedosi ha definito l’aggressione «un atto vile» e sostenuto di trovare grave che «non si parta dalla denuncia secca», ma si facciano quelle che ha definito «delle manovre diversive, parlando ad esempio delle bandiere di Israele» o si punti il dito contro le istituzioni «per la gestione dell’ordine pubblico».
«L’odio è talmente vasto che questa valanga trascina le persone. Io ho quasi 96 anni, sono vicina alla morte, eppure ci sono persone che mi scrivono: “Perché non muori?”», ha raccontato la senatrice a vita, costretta da qualche anno alla scorta, intervistata al pari del ministro dal vicedirettore del Corriere della Sera, Venanzio Postiglione.
Ha aperto l’incontro un saluto del presidente del Memoriale della Shoah, Roberto Jarach, che parlato di antisemitismo «latente» e che «sta ora rivitalizzandosi», sottolineando il «momento di preoccupazione» vissuto dagli ebrei italiani, ma anche l’impegno delle forze dell’ordine «che ci dà tranquillità».

Anche Monique Sasson (nella foto), vicepresidente Ucei, ha rivolto il proprio apprezzamento alle istituzioni e ai garanti della sicurezza «che ci permettono di vivere, stare qui ed esercitare i nostri diritti». Il ddl in discussione alla Camera «discute proprio questo: cosa significa il ripudio dell’antisemitismo», ha aggiunto Sasson. Per il generale Pasquale Angelosanto, coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, ci sono oggi varie storie individuali «segnate da esclusione, paura e violenza» e rappresentano una minaccia per la collettività «perché dove l’antisemitismo si diffonde e normalizza, l’intero sistema di diritti e libertà risulta più vulnerabile».
Come ha osservato il presidente dell’Oscad, Raffaele Grassi, «parlare di antisemitismo significa parlare di memoria e responsabilità, soprattutto di futuro, non essendo un fenomeno confinato al passato e ai libri di storia». In questo senso, l’antisemitismo «è un indicatore sensibile dello stato di salute di una società». Pure Claudio Sgaraglia, il prefetto di Milano, ha segnalato l’aumento di «discriminazioni razziali e antisemitismo» e invitato a «combattere l’indifferenza». Hanno poi preso la parola tra gli altri la pedagogista Milena Santerini, docente all’Università Cattolica e vicepresidente del Memoriale, il professore di Informatica giuridica presso l’Università di Milano, Giovanni Ziccardi, il dirigente superiore della Polizia di Stato, Ivano Gabrielli, e il colonnello dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Coppola.