MOKED 2026 – Consiglieri e assessori a confronto, l’accento sull’unità
Al Moked, il tradizionale appuntamento per le famiglie ebraiche organizzato dall’Area Cultura dell’UCEI sotto la guida di rav Roberto Della Rocca, si è svolto un incontro informale tra consiglieri e pubblico. La presidente UCEI Livia Ottolenghi – insieme alla vicepresidente Monique Sasson e ai consiglieri Paolo Gnignati, rav Ariel Di Porto, Fabio Perugia, Sara Cividalli, Ester Israel e Sara Levi Sacerdotti – ha illustrato il programma del Consiglio a pochi mesi dall’inizio del nuovo mandato.
Per primo ha parlato rav Ariel Di Porto, assessore UCEI alle Scuole e all’Educazione: «La parashà di questa settimana è Emor che presenta numerose norme riguardanti i kohanim. Tra le loro prerogative vi è quella di impartire la benedizione sacerdotale, la birkat kohanim, che recitiamo ogni mattina al termine delle benedizioni della Torah, e prende il nome di nesiàt kappaim, “elevazione delle mani”». In essa, ha proseguito il rav, «si nasconde un messaggio di grande attualità. In un momento come questo, in cui non mancano segnali e pressioni che vorrebbero spingerci verso il basso, le nostre azioni devono essere orientate verso l’alto, con visione e consapevolezza di ciò che stiamo costruendo».
Per la presidente Ottolenghi: «Il mese intercorso fra la prima e la seconda votazione è stato una benedizione perché ha consentito di formare una Giunta in cui tutte le componenti del Consiglio sono rappresentate, permettendo un lavoro di collaborazione molto produttivo, soprattutto in questo periodo». E ha aggiunto: «Accanto alla volontà di mantenere ciò che di buono c’è ed è già stato fatto, stiamo affrontando un periodo molto complesso, in cui la collaborazione e la condivisione sono l’unico modo per uscire indenni».
La vicepresidente Sasson ha sottolineato l’impegno comune del Consiglio «per raggiungere il consenso su ogni decisione senza polarizzarci in contrapposizioni che porterebbero al voto. Il fatto di aver evitato queste dinamiche è, a mio avviso, il tratto più nuovo della vita comunitaria. Ho fatto parte del Consiglio della Comunità ebraica di Milano e non avevo mai visto un livello simile di confronto individuale per arrivare a decisioni condivise».
Sulla stessa linea la consigliera Cividalli: «Mi è piaciuto molto sentire che non c’è nemmeno bisogno di votare. Livia lo ha posto come presupposto del lavoro della Giunta, e credo riesca a valorizzare le persone mettendole nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacità».
Positiva anche la valutazione di Paolo Gnignati, assessore agli Affari legali. «Si sta formando un lavoro di squadra tra persone motivate, capaci di affrontare problemi importanti e una situazione complessa. Credo che lo spirito e le competenze presenti siano una risorsa per lavorare bene insieme e per l’ebraismo italiano». Nel corso dell’incontro è emersa la volontà di rafforzare il dialogo tra le diverse anime del Consiglio, promuovendo una collaborazione sempre più strutturata e valorizzando le specificità di ciascuno.
Secondo il consigliere Perugia, «in questi primi tre mesi l’ebraismo italiano ha innanzitutto ritrovato una sua unità. Diverse anime si sono coagulate attorno a una presidenza che ha introdotto un metodo collegiale nel lavoro. Le sfide esterne sono complesse: in Italia cresce un sentimento avverso a Israele, con possibili riflessi anche a livello politico. Saremo chiamati a sviluppare nuove modalità di confronto con le istituzioni e con i cittadini. La presidenza Ottolenghi sta iniziando con la postura giusta». I consiglieri hanno infine ribadito l’importanza di una comunicazione chiara ed efficace e di una presenza costante sul territorio, elementi ritenuti fondamentali per rafforzare il senso di appartenenza e affrontare le sfide attuali. L’incontro si è concluso con le domande del pubblico e con un dvar Torah di rav Della Rocca.