MOKED 2026 – Rav Roberto Della Rocca: Amore e giustizia, rapporti e contraddizioni

Al Moked di Milano Marittima il tema dell’amore è stato al centro di riflessioni profonde e articolate. Tra gli interventi più significativi, quello di rav Roberto Della Rocca che ha esplorato il delicato rapporto tra sentimento e norma nel suo contributo su “Amore e Giustizia nella tradizione ebraica”.
Della Rocca ha sottolineato come nell’ebraismo, amore e giustizia non siano dimensioni contrapposte, ma profondamente intrecciate. Seguendo un percorso basato sulle fonti rabbiniche, il rav ha mostrato come l’amore non sia inteso soltanto come mera emozione, ma come responsabilità verso l’altro, amore per D-o e di D-o per il popolo ebraico, amore per il prossimo e per il forestiero, mentre la giustizia non può essere ridotta a una rigida applicazione della legge. Essa richiede interpretazione, sensibilità e capacità di cogliere la verità umana che si cela dietro i fatti.
Per illustrare questo principio, rav Della Rocca ha richiamato uno degli episodi più celebri della Bibbia: il giudizio del re Salomone. Due donne si contendono la maternità di un bambino, e il sovrano propone di dividerlo in due, mettendo così alla prova le loro reazioni. Solo la vera madre rinuncia al figlio pur di salvarlo, rivelando attraverso l’amore la verità che la giustizia da sola non avrebbe potuto stabilire.
Questo esempio, ha proseguito il rav, dimostra come la giustizia autentica non sia mai cieca applicazione di regole, ma richieda discernimento. Il giudice, nella tradizione ebraica, non è un semplice esecutore della legge: è chiamato a interpretarla alla luce dei valori umani e morali, primo fra tutti l’amore per la vita e per la dignità dell’altro.
L’intervento dimostra come l’amore possa essere una chiave interpretativa anche nei contesti più formali e normativi. Non un elemento che indebolisce la giustizia, ma al contrario ciò che la rende autentica e profondamente umana. In un tempo in cui spesso si invoca una giustizia rapida e impersonale, il messaggio emerso a Milano Marittima invita invece a recuperare una visione più complessa e consapevole: una giustizia che sappia ascoltare, comprendere e, quando necessario, andare oltre la lettera per cogliere lo spirito.

Lucilla Efrati

(Nell’immagine, William Blake, 1757–1827, Il giudizio di Salomone, tempera, The Fitzwilliam Museum, Cambridge)