SVIZZERA – Gli archivi su Mengele presto aperti

Il Servizio delle attività informative della Confederazione svizzera ha annunciato che concederà accesso al dossier su Josef Mengele, conservato presso l’Archivio federale svizzero. Per anni le richieste di consultazione erano state respinte, con la motivazione di proteggere fonti di intelligence sensibili. La svolta arriva nell’ambito di un ricorso pendente davanti al Tribunale amministrativo federale, promosso da parlamentari che chiedevano maggiore trasparenza, e si richiama a una decisione del Consiglio federale del 2001, rimasta inapplicata per oltre vent’anni. Le condizioni precise di accesso devono ancora essere definite.
Soprannominato “l’angelo della morte”, Mengele fu il famigerato medico di Auschwitz: presiedeva le selezioni sulla banchina, conduceva esperimenti sui deportati, con una predilezione per i gemelli, e mandò centinaia di migliaia di persone alle camere a gas. Fuggì dopo la guerra, visse in Brasile sotto falso nome e morì annegato nel 1979 senza essere mai stato processato. Il suo legame con la Svizzera è ancora in parte oscuro, ed è questo che rende il dossier potenzialmente rilevante. Secondo gli storici, nel 1956 Mengele avrebbe trascorso le vacanze indisturbato nella Confederazione elvetica e nel 1961 avrebbe visitato la moglie, che viveva a Kloten, nel canton Zurigo. Circa un anno fa un’inchiesta dell’emittente tedesca MDR aveva già portato alla luce un fascicolo argentino che si credeva perduto, con documenti su un tentativo di Mengele di rientrare in Germania Ovest nel 1959.