MAROCCO – Proposta di legge: restituire la cittadinanza ai discendenti degli ebrei

Sono stati mercanti, poeti, filosofi, rabbini, cantanti. Per secoli hanno vissuto nelle medine e nelle mellah, i quartieri ebraici, di Fez, Marrakech, Casablanca, Meknès. Poi, nel giro di pochi decenni, quasi tutti se ne sono andati. Oggi in Marocco vivono circa 2.000 ebrei, contro i quasi 300mila del Dopoguerra. Una proposta di legge di iniziativa popolare presentata il 30 aprile 2026 alla Camera dei Rappresentanti di Rabat prova a riaprire quel capitolo.
Il provvedimento n. 321183, depositata da El Houssain Benmessaoud, chiede che la nazionalità marocchina venga concessa a tutti gli ebrei che vi hanno rinunciato nel corso del tempo, nonché ai loro figli e nipoti. Si tratta di una proposta legislativa indirizzata al presidente della Camera Rachid Talbi Alami e alla presidente della Commissione Affari Esteri Nadia Bouaida, sostenuta con una raccolta firme online.
È il secondo tentativo: una prima versione, presentata nel 2024, non era riuscita a raccogliere il numero di adesioni necessario per essere presa in considerazione dal Parlamento. Il testo del provvedimento spiega le ragioni storiche dell’esodo: molti ebrei marocchini furono costretti ad abbandonare il Paese per motivi economici, religiosi o politici, e i loro discendenti hanno perso nel tempo il legame formale con la terra d’origine. Benmessaoud sostiene che l’identità marocchina continua a vivere nella diaspora, tramandata attraverso lingua, cucina, musica e memoria.
I numeri danno un’idea della scala del fenomeno. Tra i 500mila e un milione di israeliani hanno origini marocchine, circa il 10% della popolazione, il secondo gruppo per origine nazionale del Paese. A questi si aggiungono comunità in Francia, Canada, Spagna e nelle Americhe.
Tra le richieste presentate a Rabat nel disegno di legge ci sono: la possibilità di mantenere la doppia cittadinanza, l’istituzione di un organismo nazionale indipendente per gli affari religiosi ebraici, un impegno dello Stato a integrare i discendenti nella vita economica, politica e culturale del Paese, e protezione per le comunità ebraiche marocchine dentro e fuori i confini nazionali.
Non tutti vedono positivamente la proposto. Jacky Kadoch, presidente della Comunità ebraica di Marrakech, ha dichiarato che gli ebrei di origine marocchina già oggi non hanno difficoltà ad ottenere la cittadinanza: il diritto è riconosciuto per discendenza fino alla quarta generazione, e dal 2011 la Costituzione marocchina riconosce l’ebraismo come parte del patrimonio nazionale. Kadoch, intervistato da Sky News, ha spiegato di avere un elenco di oltre 300 nipoti di emigrati che hanno ottenuto il passaporto senza problemi. Chi ha promosso l’iniziativa di legge popolare, ha concluso, «sta semplicemente cercando di creare caos».

(Nell’immagine, la sinagoga Ibn Danan a Fez, Marocco – Foto Lois GoBe)