LIBRI – Premio Adei Wizo, Sciaky: «Cultura resta nostra risposta all’odio»

Tra difficoltà organizzative e un clima sempre più pesante attorno a ogni iniziativa ebraica, il Premio Letterario Adei Wizo Adelina Della Pergola arriva alla sua 26esima edizione provando ancora una volta ad affidare ai libri il compito di costruire complessità e resistere alla semplificazione. La premiazione si terrà giovedì 7 maggio a Ferrara, nella sala del Tempio italiano del Palazzo delle Sinagoghe, con ospiti d’eccezione come l’ex ostaggio israeliano Eli Sharabi, lo scrittore e drammaturgo israeliano Roy Chen, il fumettista Vittorio Giardino e il musicista e scrittore Enrico Fink.
«Oggi la situazione è quanto mai in salita», ammette la presidente nazionale dell’Adei Wizo, Susanna Sciaky. «È stata un’edizione molto complicata. Già l’anno scorso non era stato semplice, ma quest’anno direi peggio». A pesare, racconta, è soprattutto il clima che si respira attorno alle iniziative pubbliche legate al mondo ebraico dopo il conflitto in Medio Oriente e la nuova ondata di antisemitismo: «Anche scuole che da anni ci seguivano in ogni tappa quest’anno si collegheranno da remoto. C’è una sorta di distacco».
Per Sciaky, il problema va oltre le difficoltà organizzative. «Dopo tanti anni di lavoro ci ritroviamo ancora una volta a dover dimostrare chi siamo, cosa facciamo, per chi lavoriamo, come ebrei e come associazione. Pensavamo che certi sentimenti, certi pregiudizi fossero stati superati. Invece erano lì, serpeggianti, addormentati ma non demoliti. E alle prime occasioni sono riemersi».
Eppure il Premio continua. «Noi siamo caparbie, andiamo avanti. A volte penso che il nostro lavoro sia utopico. Però chi non sogna non vive. Se smetti di sognare non riesci più neanche a proiettarti nel domani».
Una delle presenze più attese della giornata sarà quella di Sharabi, vincitore del Premio con L’ostaggio (Newton Compton), testimonianza dei 491 giorni trascorsi nei tunnel di Gaza dopo il rapimento del 7 ottobre. Per Sciaky la sua partecipazione rappresenta un simbolo: «È una testimonianza basilare agli occhi del pubblico e del mondo. Un po’ come quando parlano i sopravvissuti alla Shoah e ti dicono: “Io c’ero”. Lui racconta qualcosa di terribile che ha vissuto direttamente e che molti fanno fatica persino a immaginare. Per noi è molto importante la sua presenza, siamo molto fieri che abbia accettato».
La vittoria del libro, aggiunge, non era scontata: «C’era chi riteneva il testo troppo difficile per un premio letterario, chi diceva che fosse impossibile perfino dare un voto a un racconto così intenso e straziante. E invece ha vinto». Anche l’incontro personale con Sharabi, confida, sarà emotivamente complesso: «È la prima volta che incontro un ex ostaggio, un sopravvissuto ai tunnel di Gaza, con una storia terribile alle spalle».
Sharabi, come racconta nel libro, ha avuto la famiglia distrutta il 7 ottobre: la moglie Lianne e le figlie Noya e Yahel sono state assassinate dai terroristi di Hamas durante l’assalto al kibbutz Be’eri, mentre lui veniva rapito a Gaza. «Non so come sarà incontrarlo», osserva Sciaky. «Lui è un esempio della forza della società israeliana: va avanti, cerca di costruire per il futuro, per il domani, per le nuove generazioni».
Nel pomeriggio di giovedì, prima delle premiazioni ufficiali, gli studenti delle scuole incontreranno gli autori del Premio, tra cui Giardino e Sharabi. Giardino ha vinto la Sezione Ragazzi con I cugini Meyer (Rizzoli), primo graphic novel a essere premiato in 26 edizioni del Della Pergola. «L’inserimento di questo linguaggio narrativo è una novità del nostro regolamento», spiega Sciaky. «Ed è stato evidente quanto sia congeniale ai giovani. Il libro è piaciuto moltissimo».

L’obiettivo del Premio e i progetti in Israele
Dietro l’insistenza dell’Adei Wizo nel continuare a investire nella cultura c’è la convinzione che la risposta al clima attuale debba essere soprattutto quotidiana e concreta. «Noi non possiamo cambiare le sorti del mondo», riflette Sciaky. «Possiamo però fare il nostro piccolo passo. Ognuno ha il suo giardino da curare: noi cerchiamo di fare in modo che il nostro abbia delle rose belle fiorite. Questo è il nostro lavoro».
Accanto al Premio letterario, Adei Wizo continua i suoi progetti sociali in Israele. Tra questi c’è il sostegno all’asilo Ramat Oleg, vicino a Natanya, adottato dall’associazione dopo la chiusura del Decker Center di Ma’alot, struttura storica diventata impraticabile a causa della guerra e della situazione di sicurezza nel nord del Paese. Negli ultimi mesi l’associazione ha finanziato il rifacimento degli spazi esterni della scuola: il cortile, le coperture per il sole, le aree gioco e le strutture dedicate ai bambini.
«Fino a poco tempo fa questi bambini non potevano neppure uscire all’aperto», racconta Sciaky. «Non avevano protezioni adeguate dal sole o dalla pioggia e passavano le giornate chiusi dentro. Adesso almeno possono tornare a vivere il giardino dell’asilo in sicurezza». È anche attraverso interventi concreti come questo, conclude, che si prova a ricostruire una quotidianità: «Forse è proprio da qui che passa la speranza».

(Nell’immagine, l’intervento della presidente nazionale Adei Wizo, Susanna Sciaky, alla 25esima edizione del Premio Adelina Della Pergola nella sinagoga centrale di Milano)