MOKED 2026 – Rav Ariel Di Porto: L’amore nel Sefer HaChinukh
Nella quattro giorni al Moked 2026, dedicato quest’anno all’amore (tema anche della prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica), non poteva mancare un approfondimento sui testi rabbinici. Rav Ariel Di Porto ha dedicato il suo intervento allo studio delle regole sull’amore contenute nel Sefer haChinukh, dedicato allo studo delle mitzvot. Gli abbiamo chiesto qualche chiarimento.
Crea imbarazzo il fatto che un testo di studio, come il Sefer haChinukh detti alcune regole sull’amore?
Nella tradizione ebraica non c’è nessun imbarazzo nel parlare di amore attraverso norme precise — anzi, è esattamente il contrario di come potrebbe sembrare dall’esterno. Il Sefer haChinukh parte da una visione del mondo in cui tutto, dalle emozioni al diritto, rientra nel servizio divino. E questa apertura nel trattare qualsiasi argomento, anche i più intimi, è in realtà una caratteristica distintiva dell’ebraismo. L’amore non è qualcosa di vago o incontrollabile: è un dovere morale, e come tale deve tradursi in azioni concrete.
Ma di quale amore si parla? Quali sono i precetti dettati dal testo sull’amore?
In questo quadro si distinguono tre forme fondamentali di amore. La prima è l’amore per il prossimo — che significa avere per ogni membro del popolo d’Israele, e per i suoi beni, la stessa cura che si ha per sé stessi. Concretamente: non rubare, non ingannare, proteggere l’onore altrui, non gioire della vergogna di nessuno.
La seconda è l’amore per Dio, che si esprime impegnando pensiero e intelletto per comprendere le Sue azioni e trovare piacere nella Torah che ci ha donato. Ogni bene materiale deve essere considerato nullo rispetto a questo legame, che deve accompagnare ogni momento della giornata.
E poi c’è una terza forma, molto caratteristica: l’amore per i gherim (coloro che si sono convertiti), per chi ha lasciato la propria famiglia e religione per abbracciare l’ebraismo. Per loro esistono precetti specifici: è vietato affliggerli o rinfacciargli le origini passate, e anzi si è chiamati a mostrare loro un trattamento speciale.
Lucilla Efrati