ISRAELE – Hezbollah attacca il nord, Netanyahu: «Il cessate il fuoco si sta disintegrando»

Tornano gli allarmi antimissile nel nord di Israele. Alle 14:00 di venerdì, ora locale, Hezbollah ha lanciato una raffica di razzi dal Libano verso Acri, Nahariya e altri centri della Galilea occidentale e dell’area della baia di Haifa. Un razzo è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea, altri sono caduti in aree aperte. Danni sono stati riportati a una casa in un kibbutz nell’area del consiglio regionale di Mateh Asher. Il Magen David Adom ha comunicato che non risultano feriti. Le Idf avevano previsto l’attacco: già giovedì erano stati cancellati eventi pubblici nel nord, e poco prima dei razzi l’esercito aveva invitato la popolazione a restare vigile. «Al momento non vi sono cambiamenti nelle direttive del Comando del Fronte Interno», ha chiarito il portavoce militare.
Nella stessa giornata, tre soldati israeliani sono rimasti feriti in due distinti incidenti causati da droni esplosivi di Hezbollah: uno gravemente, due in modo moderato. Nel primo caso, il drone è caduto in territorio israeliano nell’area di Rosh Hanikra; nel secondo, i soldati delle Idf colpiti erano in missione nel Libano meridionale. Tutti i militari sono stati evacuati e sono ricoverati in condizioni stabili.
«Il cessate il fuoco con Hezbollah sta attraversando una fase di disintegrazione», ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu, citato da Ynet. Ma, mentre gli scontri si aggravano, i canali diplomatici restano aperti. Il 14 e 15 maggio Washington ospiterà il terzo round di colloqui tra Israele e Libano, confermano alcune fonti al Times of Israel. La novità rispetto ai due precedenti incontri di aprile è la presenza, per la prima volta, di rappresentanti militari di entrambe le parti, con l’obiettivo di definire misure concrete per il disarmo di Hezbollah. Secondo i media libanesi il presidente Joseph Aoun sta conducendo contatti intensivi per consolidare la tregua prima dell’inizio dei colloqui. Aoun ha però escluso un incontro diretto con Netanyahu, che considera possibile solo dopo il raggiungimento di un accordo sulla sicurezza, la fine degli attacchi israeliani in Libano e il ritiro delle Idf dal Paese.
Gerusalemme ritiene però necessario mantenere la zona cuscinetto creata nel Libano meridionale per proteggere le comunità del nord dagli attacchi di Hezbollah. I critici, nota il Jerusalem Post, «sostengono questa strategia finisce per rafforzare la narrativa del movimento sciita, che si presenta come difensore della sovranità libanese». Inoltre le demolizioni di abitazioni nei villaggi vicini al confine israeliano hanno alimentato proteste internazionali.