LA SPEZIA – Premio Exodus a David Parenzo

L’impegno come giornalista «nel favorire un pensiero critico» e la passione dimostrata «nel difendere il diritto all’informazione libera, contestualmente alla prevenzione e al contrasto dell’antisemitismo» sono valsi al giornalista, saggista e conduttore David Parenzo l’assegnazione domenica pomeriggio del Premio Exodus.
Conferito annualmente dall’amministrazione comunale della Spezia, nota in Israele come “La porta di Sion” per il ruolo che ebbe nel sostenere l’emigrazione verso il nascente Stato ebraico di quasi 4mila sopravvissuti alla Shoah, il premio è un appuntamento molto atteso dalla cittadinanza e ha il patrocinio tra gli altri dell’Ucei.
«Il Premio Exodus ci richiama al dovere di custodire la memoria affinché tragedie come la Shoah non si ripetano mai più. Con questo evento ricordiamo una pagina di storia civile e di solidarietà, in cui la popolazione spezzina, pur duramente provata dalla Seconda guerra mondiale, seppe accogliere e sostenere i profughi ebrei, aiutandoli a salpare dal nostro territorio per raggiungere la Terra Promessa», ha dichiarato il sindaco Pierluigi Peracchini nel complimentarsi con il giornalista, volto noto dell’informazione televisiva e radiofonica. Nel 2025 Parenzo è stato autore del libro Lo scandalo Israele (ed. Rizzoli) in cui ha raccontato di amare lo Stato ebraico «perché me lo dicono la testa e il cuore». Parenzo si è detto «profondamente onorato di ricevere questo prestigioso premio dalla vostra comunità» e ha definito «molto coraggioso» l’atto dell’amministrazione spezzina «in un momento così complicato per tutti noi cittadini ebrei italiani». A Pagine Ebraiche conferma: «Il Premio Exodus è una grande emozione, ricordando un fatto storico di primissima importanza. Ho dedicato idealmente il premio a tutti i cittadini della Spezia, che fu e si conferma tra le città più “sioniste” d’Italia in un periodo in cui nel definirsi sionisti come faccio io si viene accusati delle peggiori cose». Mentre la cerimonia era in svolgimento, all’esterno della struttura c’era chi protestava contro il premio a Parenzo e anche oggi esponenti della sinistra locale hanno accusato l’amministrazione di aver “svilito” il senso del riconoscimento. «Sono persone di una pochezza intellettuale rara. Li considero assolti per non aver compreso il fatto», chiosa il giornalista. «Dovrebbero essere orgogliosi della storia di questo premio e di quel che fece una città intera allora, dalla borghesia ai portuali. La loro è una forma di cancel culture di sinistra».
La menzione cittadina del Premio Exodus è andata a don Luca Palei, il direttore della Caritas Diocesana della Spezia-Sarzana-Brugnato, «per il suo instancabile impegno nel dialogo interreligioso e interculturale, nella promozione della pace, della fratellanza e dell’accoglienza». Palei ha dedicato il premio «a tutti gli operatori e i volontari della Caritas» perché, ha affermato, sono «loro il volto dell’accoglienza e della libertà dei popoli, valori incarnati da questo prestigioso riconoscimento».
In autunno è previsto un ulteriore appuntamento legato al premio con una testimonianza per scuole e cittadinanza della sopravvissuta alla Shoah, Tatiana Bucci, il cui intervento «offrirà un contributo fondamentale alla trasmissione della memoria della Shoah e alla conoscenza della deportazione dei bambini ebrei».

a.s.