UCRAINA – A Kiev, sotto la chuppah dopo quattro anni di guerra
Per tre giorni la guerra si è fermata in Ucraina. E così a Kiev cinque coppie hanno deciso di celebrare il proprio matrimonio sotto la chuppah, il baldacchino nunziale della tradizione ebraica. C’erano coppie giovani che iniziavano la loro vita insieme e altre che già da anni condividevano casa, affetti, e una quotidianità segnata dalla guerra. Tra tutti, una coppia: lui e lei, entrambi 92 anni, sotto la chuppah per la prima volta.
La cerimonia si è svolta al Centro della Comunità ebraica “Beit Menachem” tra il 9 e l’10 maggio, nei giorni del cessate il fuoco concordato da Russia e Ucraina in occasione del Giorno della Vittoria, la festività che entrambi i Paesi dedicano alla sconfitta della Germania nazista nel 1945.
Una tregua fragile – domenica si contavano già tre morti per attacchi di droni russi vicino alla linea del fronte – ma sufficiente per celebrare i cinque matrimoni nel cuore di Kiev.
Molte delle coppie avevano rimandato il matrimonio religioso a causa della guerra. Le sirene, i bombardamenti, l’incertezza permanente avevano reso impossibile organizzare la festa.
«Assistere a una coppia di 92 anni che entra sotto la chuppah non è cosa ordinaria», ha raccontato Markovitch, emissario del movimento Chabad. «Viviamo da molto tempo all’ombra della guerra. L’incertezza e le sfide quotidiane sono diventate parte della vita normale. Eppure proprio in questa realtà, le persone scelgono di fermarsi e dichiarare: stiamo continuando la catena delle generazioni, preservando la nostra tradizione e costruendo una casa ebraica».
All’evento hanno partecipato circa 250 persone. Secondo il portavoce della comunità ebraica della capitale ucraina, a Kiev vivono oggi «decine di migliaia» di ebrei, anche se il numero preciso è difficile da stabilire per via degli spostamenti legati alla guerra. L’Institute for Jewish Policy Research stima la popolazione ebraica complessiva del Paese intorno alle 32mila persone.
(Foto Centro ebraico “Beit Menachem” di Kiev)