ROMA – La Germania omaggia le sorelle Spizzichino
Rivka, Grazia e Sara Spizzichino sono tre sorelle, ebree romane. Discendono da Settimia Spizzichino, l’unica donna sopravvissuta alla razzia del 16 ottobre 1943. È anche in ragione di questo legame che hanno contribuito a plasmare l’associazione Ricordiamo Insieme, nata per volontà dei coniugi tedeschi Friederike e Tobias Wallbrecher e dall’incontro di due storie familiari diametralmente opposte: da una parte quella di chi la Shoah l’ha subita, dall’altra quella di chi alla Shoah ha preso parte in modo attivo. Un nonno di Friederike faceva parte dei gruppi di quartiere che, nella Germania nazista, davano la caccia agli ebrei e a chi li aiutava.
L’obiettivo dell’associazione è lavorare da diverse prospettive all’elaborazione del trauma e tra gli appuntamenti che più ne segnano l’attività nel corso dell’anno c’è la commemorazione del rastrellamento nel cortile dell’ex Collegio militare, oggi Centro Alti Studi per la Difesa (Casd) dell’esercito, un appuntamento da tempo al centro del calendario memorialistico del 16 ottobre. Premierà questo sforzo l’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania, che le tre sorelle riceveranno durante una cerimonia in programma la mattina di mercoledì 13 maggio a Villa Almone, residenza ufficiale dell’ambasciatore tedesco a Roma.
«Siamo molto onorate», racconta Rivka, che è vicepresidente di Ricordiamo Insieme. «Il periodo è purtroppo molto complicato per chi si occupa di temi come il nostro, con un ritorno di moda dell’antisemitismo davvero preoccupante. Più di quello dichiarato, per contrastare il quale ci sono le istituzioni, a me inquieta quello non esplicito». Il riconoscimento, spiega, «arriva in un momento difficile anche a livello familiare: a settembre abbiamo perso nostro padre Mario, ma a ottobre abbiamo comunque onorato il nostro impegno perché sentiamo di avere una responsabilità: tutto questo, purtroppo, mentre un numero crescente di docenti e scuole ci ha voltato le spalle».
Il tema è stato sollevato durante la scorsa commemorazione, anche con una installazione artistica di denuncia con tante sedie vuote e un interrogativo: «Dove sono le persone che credevamo amiche?». E se è vero che «abbiamo perso vari pezzi per strada», l’onorificenza tedesca «ci ridà un po’ di motivazione». Concorda la sorella Sara, ideatrice dell’installazione: «È significativo che questo premio arrivi dalla Germania, anche per quella che è la genesi di Ricordiamo Insieme. Con quelle sedie vuote abbiamo evidenziato un vuoto che tocchiamo con mano e con dolore. Da allora quella ferita si è ampliata ancora, allargandosi a macchia di olio». Ci sono però anche stimoli positivi all’orizzonte. Come la nascita di una fondazione che «sarà alla base del centro di documentazione che apriremo prossimamente a Roma, in via Domenico Silveri», sottolinea Rivka. «Promuoveremo iniziative di Memoria, faremo incontrare storici con studenti e universitari, lavoreremo per promuovere stage e tirocini. Per la gestione dell’archivio, contiamo inoltre sulla collaborazione di docenti in pensione». Uno dei focus della fondazione sarà l’analisi delle radici dell’antisemitismo e dell’antigiudaismo «perché le persone spesso si esprimono, non avendone coscienza, attraverso codici antisemiti». Ed è quindi fondamentale un impegno di studio e decostruzione. Intanto, per le Spizzichino, è arrivato l’apprezzamento della Germania.
(Le sorelle Spizzichino: da sinistra, Grazia, Sara e Rivka)