ROMA – Memoria e dialogo, un premio che guarda al futuro
Mercoledì 13 maggio resterà una giornata indimenticabile per Sara, Grazia e Riva Spizzichino. Questa mattina l’ambasciatore tedesco in Italia, Thomas Bagger, ha conferito loro l’onorificenza di Cavaliere (Verdienstkreuz am Bande) per l’impegno a difesa della Memoria della Shoah, in primis attraverso l’associazione “Ricordiamo Insieme” in cui affiancano i coniugi tedeschi Tobias e Federica Wallbrecher nel coordinamento di iniziative e testimonianze attorno al rastrellamento nazifascista del 16 ottobre 1943. È anche di una storia famiglia visto che sono nipoti di Settimia Spizzichino, l’unica donna a fare ritorno tra gli oltre mille ebrei romani catturati e deportati.
«Con il vostro lungo e instancabile lavoro per tenere viva la memoria della Shoah e in particolare della deportazione degli ebrei romani, ma anche a favore della collaborazione tra ebrei e cristiani e contro l’antisemitismo, date un prezioso contributo al buon rapporto di intesa tra tedeschi e italiani», ha dichiarato l’ambasciatore Bagger premiandole a Villa Almone, la sua residenza ufficiale in città. «Avete fatto vostra la missione di Settimia contro l’oblio e da anni dimostrate in modo esemplare che lavorare insieme per la memoria può fare la differenza nella società, in nome di un futuro migliore e più pacifico», ha aggiunto Bagger. La parola è poi passata alle sorelle Spizzichino. «Oggi, volutamente, non parliamo nella nostra lingua madre. Vogliamo dimostrare quanto sia difficile parlare e comprendere. Ci vuole tempo, apprendimento e il desiderio di entrare in contatto con gli altri, questo è il fondamento del dialogo», ha affermato Rivka, in tedesco, esprimendo il «profondo» apprezzamento di tutte e tre per l’onorificenza. In questo senso, ha spiegato, «ciò a cui state assistendo oggi, il nostro sforzo di parlare e la vostra difficoltà di comprendere, è qualcosa che proviamo anche noi quando cerchiamo di spiegare cos’è l’antisemitismo, soprattutto a coloro che ancora non lo riconoscono». Le ha fatto eco Grazia: «In questa occasione abbiamo scelto di non parlarvi nella nostra madrelingua per riassumere le difficoltà che incontriamo nell’esprimerci in materia di antisemitismo: questo succede quando si ha il desiderio autentico di incontrare l’altro ed è proprio con la Germania che nel nostro percorso di memoria abbiamo incontrato gli interlocutori più attenti». Ha concluso gli interventi Sara, in ebraico e in italiano: «Vi aspettiamo l’anno prossimo nel Centro di Documentazione “Ricordiamo Insieme”: un luogo dove dialogare e studiare le radici dell’antisemitismo, un luogo dove forniremo strumenti affinché dialogare sia più facile per tutti». In «questo giorno di gioia» le sorelle Spizzichino hanno ricordato il padre Mario, da poco scomparso. Era un figlio della Shoah e «non avendo avuto un padre che gli facesse da esempio, è stato lui stesso un esempio per noi e per i nostri fratelli».