ISRAELE – Hezbollah uccide sergente della Brigata Golani

Il sergente Negev Dagan, 20 anni, della 12esima Brigata Golani, originario di Dekel, nel sud di Israele, è stato ucciso giovedì notte nell’area del fiume Litani da un colpo di mortaio esploso da Hezbollah, la milizia sciita libanese alleata dell’Iran. È il 19esimo soldato israeliano caduto dall’inizio dell’attuale fase del conflitto con il Libano, il sesto da quando il presidente Usa Donald Trump ha annunciato la tregua con l’Iran il 16 aprile.
La morte di Dagan è avvenuta nelle stesse ore in cui a Washington si svolgeva il terzo round di colloqui tra delegazioni israeliana e libanese, durato dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio con una pausa. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha definito la giornata «produttiva e positiva», annunciando la prosecuzione dei colloqui venerdì. Per la prima volta le delegazioni si sono ampliate: accanto agli ambasciatori Yechiel Leiter e Nada Hamadeh Moawad hanno partecipato l’inviato speciale presidenziale libanese Simon Karam, il vice consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Yossi Draznin e rappresentanti militari di entrambe le parti. Le posizioni restano distanti: il Libano chiede la cessazione degli attacchi israeliani e il ritiro completo dal territorio libanese, Israele insiste sul disarmo di Hezbollah. Il movimento terroristico, dal canto suo, ha rifiutato i colloqui diretti e dichiarato che le proprie armi non sono in discussione.
Sul terreno i combattimenti non si sono fermati. Oltre ad attaccare i Golani del sergente Dagan, Hezbollah ha lanciato nella notte razzi verso Kiryat Shmona, nel nord di Israele, senza provocare danni, e venerdì mattina ha colpito la Bassa Galilea, facendo scattare le sirene nelle comunità di Masad e Eilabun. Le Idf hanno risposto emettendo ordini di evacuazione urgenti per diversi villaggi libanesi alla periferia di Tiro in vista di nuovi attacchi contro Hezbollah. «Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con forza», ha dichiarato il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee. Nelle ultime ventiquattr’ore le forze militari israeliane hanno colpito 65 infrastrutture di Hezbollah, tra depositi di armi, postazioni di sorveglianza e centri di comando, e ucciso oltre venti operativi del gruppo.