DIALOGO – Giovani di tutte le fedi, il Tavolo al Pitigliani

«Non è una chiacchierata tra persone che si dicono quanto sono brave. Si lavora per sottoscrivere documenti e accordi concreti». Matias Uriel Girotto, vicepresidente Ugei con delega al dialogo interreligioso, descrive l’incontro del Tavolo nazionale giovani di dialogo interreligioso, promosso dalla Conferenza episcopale italiana, che per la prima volta si è svolto in una sede ebraica, il Pitigliani di Roma. Il tavolo riunisce giovani rappresentanti di tradizioni religiose diverse, con l’obiettivo di costruire percorsi condivisi di coesione sociale e dialogo. «Tutti i partecipanti sono a pari merito, come sottolinea sempre la Cei, che finora ha sempre ospitato e coordinato gli incontri», spiega Girotto. Ad eccezione di quest’ultima occasione, in cui ad aprire le porte è stata la comunità ebraica, su iniziativa dello stesso Girotto: «Siamo stati i primi, tra tutti i partecipanti, a ospitare il tavolo in una sede non cattolica, ed è un dato di apertura positivo».
«Siamo ben felici di questa esperienza al Pitigliani, della bellissima accoglienza ricevuta dalla comunità ebraica. È stato messo in piedi un programma eccellente. Tutti i giovani delle diverse religioni si sono sentiti a casa e ho trovato in questo una profezia significativa», afferma Don Giuliano Savina, direttore dell’ufficio nazionale Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. «Il livello è molto alto e il dialogo tra i giovani è eccellente: c’è una vera disponibilità a essere segno di un processo che abbiamo chiamato “umanizzare l’umano”, di cui c’è tanto bisogno in questo momento storico».
Alla giornata hanno partecipato la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi; il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni, e Guido Coen, coordinatore Ucei per il dialogo interreligioso. Oltre a don Savina, era presente don Riccardo Pincerato, responsabile della pastorale giovanile della Cei. Attorno al tavolo si sono seduti anche rappresentanti dell’istituto Soka Gakkai, dell’Unione buddhista italiana, della Comunità religiosa islamica italiana – Coreis, dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia – Ucoii, dell’Amicizia ebraico cristiana giovani, del movimento di Comunione e liberazione e dell’Agesci. Il programma ha incluso una visita guidata all’antico ghetto ebraico e al Tempio maggiore di Roma.
L’appuntamento, spiega Girotto, era un incontro preparatorio al simposio La via italiana del dialogo, in programma il 24 e 25 giugno, che vedrà riuniti i massimi leader spirituali delle principali confessioni presenti in Italia. Al termine del simposio, i leader firmeranno un patto condiviso.
Il tavolo giovanile ha già elaborato una serie di proposte e documenti che verranno portati sul tavolo dei leader. Girotto non entra nel dettaglio, ma traccia la direzione: «Ci sono accordi in corso con linee guida comuni, una sinergia nel rispetto delle tradizioni reciproche. E poi proposte più specifiche, alcune bilaterali, anche in linea con le schede “Per conoscere l’ebraismo”, il progetto promosso da Ucei e Cei che sta già producendo risultati visibili nelle scuole e sul territorio. C’è grande armonia ed è un segnale positivo per il futuro».