GERUSALEMME – Le ricette di Shavuot di Lady Montefiore

«Scaldate 115 grammi di burro, mescolatelo con la stessa quantità di zucchero a velo setacciato, grattugiate la scorza di tre limoni, spremete il succo di uno, aggiungete tre uova ben sbattute, un pizzico di noce moscata e un cucchiaio di brandy; versate il composto in piccole tortiere foderate con pasta sfoglia leggera e infornate…». Judith Cohen Montefiore dispensava questi consigli nel primo ricettario di cucina ebraica in lingua inglese mai pubblicato e tradizionalmente attribuitole, presentando nel 1846 ingredienti e procedura del “suo” cheesecake. Chissà che qualcuno non prenda spunti per l’imminente festa di Shavuot in cui è uso consumare prodotti a base di latte. Nel frattempo, la Biblioteca Nazionale d’Israele (NLI) ha annunciato l’ingresso di una copia cartacea del ricettario nella sua collezione. «L’avvicinarsi di Shavuot è il momento giusto», informano dalla NLI, sottolineando come il manuale sia stato attribuito a una non meglio precisata “signora” ma come sia praticamente certo che si tratti proprio di Lady Montefiore, la moglie del celebre imprenditore e filantropo con natali livornesi Moses Haim Montefiore. Il latte è un elemento ricorrente del volume, non solo come alimento ma anche per il suo utilizzo in quei «bagni cosmetici, composti di latte, che sono di uso frequente anche tra le classi più elevate in Oriente». Nel volume Lady Montefiore si sofferma anche su aspetti legati alla cura del corpo, con l’obiettivo di guidare al meglio «la giovane casalinga ebrea». Tornando al cibo, molte ricette sono adatte per Shavuot. Dalle frittelle salate al formaggio («Grattugiate finemente una quantità uguale di pane raffermo e formaggio di buona qualità, condite con un po’ di sale e pepe, mescolate con le uova fino a ottenere una pastella, formate delle frittelle sottili e friggetele…») ai maccheroni conditi con «pezzetti di burro e parmigiano grattugiato», per arrivare alla «deliziosa torta» (sempre al latte) proposta per la colazione. «Finora il nostro catalogo aveva accesso solo alla copia digitale del manuale», ha spiegato Chaim Neria, il curatore del reparto di Judaica della NLI. «L’acquisizione di questo libro rientra nel nostro mandato di raccogliere, preservare e condividere collezioni di conoscenza, patrimonio e cultura del popolo ebraico, dello Stato e della Terra d’Israele». In questo senso il patrimonio della famiglia Montefiore, che a Gerusalemme promosse la nascita del primo quartiere ebraico fuori dalle mura di Solimano, Yemin Moshe, con l’iconico mulino Montefiore ancora oggi custode di quella memoria, «è senza dubbio intrecciato a tutto ciò».