ISRAELE – Il Somaliland accredita il suo primo ambasciatore
Mohamed Haji ha consegnato lunedì le sue lettere credenziali al presidente israeliano Isaac Herzog a Gerusalemme, diventando il primo ambasciatore del Somaliland in Israele. «È una nuova e importante partnership», ha commentato Herzog, destinata a produrre «cooperazione in diversi settori, a beneficio di entrambi i nostri popoli e dell’intera regione». La cerimonia a Gerusalemme è coincisa con le celebrazioni in Somaliland del proprio giorno di indipendenza, proclamato nel 1991 dalla Somalia. Un’indipendenza riconosciuta ad oggi solo da Israele, con relazioni diplomatiche formalizzate nel dicembre 2025. Da allora il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha visitato Hargeisa a gennaio, Haji è stato nominato ambasciatore a febbraio, e Israele ha designato Michael Lotem come suo primo rappresentante nel Paese del Corno d’Africa, per ora con mandato non residente.
In una recente intervista all’emittente N12, Lotem ha tracciato un quadro della relazione con il Somaliland, già operativa su più fronti. «Loro vogliono cooperare con noi in ogni ambito possibile: infrastrutture, energia, istruzione, comunicazioni». Sul potenziale economico, Lotem ha indicato il settore minerario come prioritario: «Ci chiedono con grande insistenza di essere loro partner in questo ambito e in ogni fase della filiera». Il Somaliland dispone di riserve di petrolio, gas, carbone, ferro e oro in gran parte non sfruttate, spiega N12. L’ambasciatore ha inquadrato l’iniziativa diplomatica con il paese africano in una strategia più ampia: «Negli ultimi due o tre anni è stato investito moltissimo impegno in Africa, e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha posto particolare enfasi su questo tema». Quanto a nuovi riconoscimenti internazionali, Lotem si è limitato a dire: «Speriamo che altri Paesi riconoscano la realtà», senza indicare quali né quando.
Una sponda per la sicurezza d’Israele
La posizione del Somaliland sul Golfo di Aden, di fronte alle coste yemenite, lo rende un osservatorio chiave sulle attività dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran. Secondo un’analisi dell’Institute for National Security Studies, il territorio potrebbe servire da base per monitorare gli Houthi e per condurre operazioni contro di loro. Gli analisti tracciano un parallelo con l’Azerbaijan: come quella partnership ha rafforzato la capacità israeliana di contrastare la minaccia iraniana, il Somaliland potrebbe diventare un pilastro analogo nel Corno d’Africa. I ribelli yemeniti sembrano consapevoli della posta: hanno minacciato attacchi diretti contro il Somaliland in caso di presenza militare israeliana sul suo territorio.
Gli Emirati e il riconoscimento
Oltre a Gerusalemme, anche Abu Dhabi starebbe pensando a un riconoscimento ufficiale del Somaliland. Lo riferisce il giornalista Roy Kais dell’emittente pubblica Kan, citando discussioni in corso nella rete emiratina. Fonti della delegazione africana hanno confermato a Kais un rapporto «molto buono con gli Emirati». Un riconoscimento emiratino consoliderebbe quello israeliano: gli Emirati sono presenti nel Corno d’Africa da anni, hanno investito nel porto di Berbera e intrattengono relazioni con tutti gli attori regionali.
(Foto di Kobi Gideon)