ISRAELE – Paese in attesa, tra scontri con Hezbollah e scioglimento Knesset
Un drone esplosivo lanciato dal Libano ha colpito un veicolo nella zona di Misgav Am, nel nord di Israele, ferendo leggermente due persone. È l’ennesimo episodio di una guerra a bassa intensità che non si è mai davvero fermata, nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore tra Israele e Hezbollah, mentre i colloqui di Washington tra le delegazioni israeliana e libanese procedono a rilento.
Con lo scontro in corso al nord, a Gerusalemme il mondo politico è in una fase di attesa. La Knesset, il parlamento israeliano, potrebbe presto essere sciolta per elezioni anticipate: mercoledì è previsto il voto preliminare sul relativo disegno di legge, primo passo di un iter che prevede ancora una votazione in commissione e tre letture in plenaria. Nel frattempo il parlamento ha bloccato i lavori: per il secondo giorno consecutivo tutti i provvedimenti legislativi sono stati rimossi dall’ordine del giorno, lasciando spazio solo a discorsi legati a cerimonie ed eventi celebrativi.
Il Board of Peace senza fondi
In sospeso è anche il lavoro del Board of Peace, istituito dal presidente Usa Donald Trump per supervisionare il piano di ricostruzione di Gaza, stimato in 70 miliardi di dollari. In un rapporto del 15 maggio al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il Board avverte che il divario tra promesse e fondi effettivamente erogati «deve essere colmato con urgenza». L’ente per Gaza, secondo fonti di stampa, avrebbe ricevuto solo una piccola parte dei 17 miliardi promessi dai paesi membri, circostanza smentita dall’organismo, che però, con il sostegno di Washington, esorta i paesi aderenti ad accelerare i versamenti.
Dalla Casa Bianca, secondo ynet, arriva anche la richiesta di utilizzare i fondi dell’Autorità nazionale palestinese – sequestrati da Israele – per finanziare la distribuzione degli aiuti umanitari, bypassando Hamas. Ma il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich si è messo di traverso: contrario a qualsiasi presenza dell’Anp a Gaza, anche indiretta, ha bloccato l’iniziativa esercitando il controllo del suo ministero sul budget in questione.
Il mandato di arresto per Smotrich
Lo stesso Smotrich ha confermato di aver ricevuto un mandato di arresto dalla Corte penale internazionale dell’Aia. Un provvedimento definito «una dichiarazione di guerra» dal ministro, che la attribuisce alle pressioni dell’Autorità palestinese. La Cpi, secondo quanto scrive il Wall Street Journal, stava indagando sul suo ruolo nell’espansione degli insediamenti in Cisgiordania: un’attività che la Corte Internazionale di Giustizia ha definito nel 2024 una violazione della Convenzione di Ginevra, configurabile come crimine di guerra. Smotrich non ha chiarito le accuse formali, ma ha reagito ordinando la demolizione del villaggio beduino di Khan al-Ahmar. Israele, ha affermato, non accetterà «diktat ipocriti da organismi di parte».