GIUSTIZIA – I tribunali italiani condannano ancora la Germania per i crimini nazisti
A ottant’anni dalla fine della guerra, i tribunali italiani continuano a riconoscere il diritto al risarcimento agli eredi delle vittime della Shoah e dei crimini del Terzo Reich. Una legge del 2022 ha aperto una strada concreta: gli eredi possono convenire in giudizio la Germania davanti ai tribunali italiani, ottenere una sentenza di condanna e poi accedere a un apposito Fondo ristori istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze.
A confermarlo è, tra le più recenti, la sentenza del Tribunale di Monza del 16 aprile 2026, che ha condannato la Germania al risarcimento degli eredi di una coppia di ebrei residenti a Monza, arrestati nel novembre 1943, deportati ad Auschwitz e uccisi all’arrivo, l’11 dicembre di quello stesso anno.
La prova dei fatti è stata ricostruita attraverso il Libro della Memoria, gli archivi del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, i documenti anagrafici e anche le pietre d’inciampo poste a Monza in loro memoria.
Negli stessi mesi altri Tribunali italiani hanno emesso pronunce analoghe. Il principio è ormai consolidato: il diritto al risarcimento per crimini contro l’umanità è imprescrittibile. Il tempo trascorso non cancella il diritto alla giustizia.
Molte famiglie ebree italiane conservano memoria di vicende simili. Quella memoria non è solo un dovere morale: è anche il punto di partenza di un percorso giudiziario oggi possibile.
L’invito è a non considerare chiusa in anticipo questa porta.
Anche davanti a un Tribunale.
Giulio Disegni