EDITORIALE – Un chiarimento che ci sta a cuore
Qualcuno, su un giornale nazionale, ci ha accusato di non aver scritto abbastanza contro Ben-Gvir. Forse non si saranno accorti che ieri la presidente dell’Ucei, Livia Ottolenghi, ha “respinto nettamente” le azioni del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir definendole “inaccettabili e gravi”. E lo ha fatto a nome di tutti gli ebrei italiani, anche di questa testata (della quale è direttore editoriale), che pure aveva dato notizia dello scontro interno al governo israeliano dopo l’ultima provocazione del ministro della Sicurezza Nazionale
Chi ci criticava oggi è la stessa persona che a maggio dell’anno scorso ci accusava di avere un grave problema democratico. Peccato. Peccato perché non è vero.
Da quando ho l’onore di dirigere questa testata la porta (virtuale) della redazione è aperta ai contributi degli ebrei italiani e dei lettori in genere purché le opinioni siano rispettose e si discuta di idee. Dispiace poi che chi ci accusa un giorno di essere dei censori e l’altro di non criticare Israele a sufficienza sia spesso ospite delle nostre pagine con presentazioni di libri, nostre recensioni o nostre citazioni. Un dispiacere tollerabile, che non ci farà interrompere la nostra missione: tentare di fare informazione equilibrata. E non è certo l’Ucei, dalla quale, va ricordato, siamo pubblicati ma della quale non siamo né organo ufficiale né bollettino, a impedirci di lavorare liberamente. Meno graditi risultano gli insulti gratuiti ma non ci fermeranno. A chi ci bacchetta o ci strattona per il troppo o il troppo poco ricordiamo che la missione istituzionale delle Comunità ebraiche italiane è la tutela degli ebrei italiani, non la difesa né la critica di Israele, paese vicino ai nostri cuori e dove tanti dei nostri cari vivono.
Sperando di aver fatto chiarezza, inviamo a chi ci legge l’augurio di Chag Sameach, con la speranza che la festa e lo Shabbat ci portino gioia e serenità.
Daniel Mosseri