PERSECUZIONI – Riunita commissione legge Terracini: via libera a domande per provvidenze

Si è tenuta la scorsa settimana la prima riunione del 2026 della Commissione per le provvidenze ai perseguitati politici antifascisti e razziali, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e operante presso il ministero dell’Economia e delle Finanze: torna dunque d’attualità il tema delle domande previste dalla legge 10 marzo 1955 n. 96, la cosiddetta Legge Terracini.
La riunione della Commissione rappresenta l’occasione per ricordare agli ebrei italiani che non lo avessero ancora fatto la possibilità di presentare domanda per il riconoscimento delle provvidenze, sia in via diretta – per le persecuzioni razziali subite personalmente – sia in via indiretta, per i figli dei perseguitati o per i coniugi superstiti.
Dopo la riforma introdotta dalla legge 31 dicembre 2020 n. 178, la persecuzione razziale nei confronti degli ebrei presenti in Italia nel periodo delle leggi razziali è infatti presunta per legge e non deve più essere dimostrata caso per caso, superando uno degli ostacoli che per decenni aveva impedito il riconoscimento del beneficio a molti aventi diritto.
Il suggerimento è anche per coloro le cui domande erano state respinte prima della riforma del 2020. In alcuni casi può infatti essere opportuno ripresentare l’istanza alla luce del nuovo quadro normativo, verificando se vi siano i presupposti per un riesame come nuova domanda.
Restano naturalmente i requisiti previsti dalla normativa vigente, in particolare per le domande indirette, comprese le verifiche sanitarie e reddituali. Ma la ripresa dei lavori della Commissione costituisce comunque un segnale importante per chi, fino ad oggi, non aveva ancora avviato la procedura o aveva rinunciato dopo un precedente rigetto.
A settant’anni dalla Legge Terracini, il tema del riconoscimento morale e materiale delle persecuzioni fasciste e razziali resta dunque ancora aperto e attuale. 

Giulio Disegni