
Elia Richetti,
rabbino
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Di
fronte alla supplica di Moshè di perdonare e graziare il popolo dopo il
vitello d’oro, HaQadòsh Barùkh Hu risponde: “Darò grazia a chi darò
grazia e sarò misericodioso con chi sarò misericordioso”. I Maestri del
Chassidismo interpretano: “Darò grazia a chi dice ‘darò grazia’, sarò
misericordioso con chi dice ‘sarò misericordioso’”.
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Giorgio Berruto
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“È
noto che agli ebrei era vietato investigare il futuro. La Torah e la
preghiera li istruiscono invece nella memoria. Ciò li liberava
dall’incantesimo del futuro, di cui sono succubi quelli che cercano
responsi presso gli indovini. Ma non per questo il futuro diventò per
gli ebrei un tempo omogeneo e vuoto. Poiché ogni secondo, in esso, era
la piccola porta da cui poteva entrare il Messia” (Walter Benjamin,
“Tesi di filosofia della storia”, XI).
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Caso Fioramonti, Di Maio: M5s non è contro Israele
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Dalla
Stampa a Repubblica, dal Sole 24 Ore al Messaggero. In evidenza su
molti quotidiani “l’inquietudine e l’indignazione nel mondo ebraico
italiano” segnalati ieri sul nostro notiziario Pagine Ebraiche 24 per
la notizia della candidatura a ministro dell’Industria da parte del
Movimento Cinque Stelle di Lorenzo Fioramonti, docente di economia che
in passato ha sostenuto la campagna d’odio e boicottaggio contro
Israele.
“Non ho mai sostenuto e non sostengo tutt’oggi, ovviamente, alcun
boicottaggio nei confronti di Israele” ha affermato nella giornata di
ieri l’economista. Il candidato premier grillino Luigi Di Maio per
difenderlo parla di “fake news”. Ma la notizia è vera e – riporta tra
gli altri La Stampa – “lo stesso Fioramonti scivola nel tentativo di
eclissare un’intervista che è facilmente rintracciabile”.
Nel pomeriggio, ospite dell’Ansa per un confronto pre-elettorale, Di
Maio dice: “Il Movimento non è contro Israele, è contro il boicottaggio
e non ha un ministro contro Israele”. Parole che, riportano Repubblica,
Avvenire e Il Fatto Quotidiano, sarebbero piaciute alla presidente
della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello. “Il Movimento Cinque
Stelle ha un pregiudizio contro Israele che non comincia dal caso di
Lorenzo Fioramonti” dice al Corriere il presidente dell’Unione delle
associazioni pro Israele Alessandro Litta Modignani.
Tre le ultime iniziative di campagna elettorale spicca la missione
della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a Budapest per
incontrare il premier Viktor Orban. Il Corriere tra gli altri parla di
“asse” con il controverso leader ungherese e segnala l’apprezzamento
per le iniziative adottate “contro la deriva della speculazione
finanziaria di personaggi alla Soros”. Questa e altre come parole
d’ordine di una destra che non si nasconde, scrive il Corriere, “ma che
rivendica ‘la nostra battaglia patriottica, per la sovranità nazionale,
per la difesa delle radici cristiane’, e che si sceglie alleati scomodi
per i moderati italiani ed europei”.
Una base missilistica nei pressi di Damasco è la nuova sfida dell’Iran
a Israele. A individuarla, 13 chilometri a Nord-Ovest della capitale
siriana, un satellite israeliano. Le immagini, spiega La Stampa,
mostrano depositi con missili in grado di colpire Israele gestiti
dall’unità d’élite dei pasdaran, Al-Quds.
Chiuse le indagini contro gli ultrà della Lazio che sarebbero
responsabili delle offese antisemite ad Anna Frank in curva. Rischio
processo per 14 di loro, tra i 17 e i 53 anni. “Prima il Daspo e adesso
il decreto di chiusura indagini. Dopo l’intervento del questore anche
la procura di Roma preme sull’acceleratore” scrive Il Tempo.
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il mondo ebraico festeggia
Italia Ebraica, un Purim
di condivisione e impegno
Un
Purim di gioia, spensieratezza, condivisione. Ma anche nel segno della
solidarietà, con un’attenzione particolare rivolta a chi attraversa
momenti difficili. Molteplici le iniziative in tutta l’Italia ebraica
per celebrare il gioioso appuntamento. Grandi, medie e piccole Comunità
protagoniste.
A Firenze evento in grande stile e molto partecipato, come ci racconta
il Consigliere Ugei Giulio Piperno. Oltre duecento le presenze, con una
significativa rappresentanza della sezione senese. Folta partecipazione
anche nelle Comunità più piccole, come a Verona, dove il rav Yosef Labi
ha raccolto attorno a sé varie decine di persone. E lo stesso è
accaduto e sta accadendo un po’ ovunque, da Genova a Livorno, da Merano
a Napoli. A Roma, dove Purim è stata l’occasione per prendere congedo
con i genitori dell’associazione Or Lamishpachot che raggruppa padri e
madri di soldati israeliani uccisi in guerra o vittima di attentati,
per il terzo anno consecutivo nella Capitale, da segnalare
l’iniziativa l’iniziativa di un gruppo di ragazzi di Adrachà
Madrichim del Dipartimento Educativo Giovani della Comunità e dei
movimenti giovanili Hashomer Hatzair e Benè Akiva, che ha fatto visita
ad alcuni pazienti ricoverati all’Ospedale Israelitico elargendo
sorrisi e dolcetti. Solidarietà la parola chiave anche della festa in
maschera della Deputazione Ebraica.
(Nell'immagine i giovani della Comunità ebraica romana in visita all’Ospedale Israelitico)
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in distribuzione pagine ebraiche di marzo
2018, l'Italia e il mondo ebraico
davanti a grandi scelte sul futuro
Il
proseguo di questo 2018 sarà segnato da grandi scelte e cambiamenti per
l'Italia ebraica e non. A partire da quanto accadrà il prossimo 4 marzo
con le elezioni nazionali, influenzate da un clima velenoso di
populismi e dal riemergere di movimenti neofascisti e neonazisti.
Nostalgie inquietanti, presenti in tutto il continente, e contro cui
l'Italia sarà impegnata in prima fila, come racconta il numero di marzo
di Pagine Ebraiche, in distribuzione in queste ore: il nostro Paese,
spiega al giornale dell'ebraismo italiano l'ambasciatore Sandro De
Bernardin - protagonista della grande intervista del mese - avrà
l'onere e onore di guidare l'IHRA (ente intergovernativo che si occupa
di Memoria ed educazione) e di lavorare affinché il ricordo della Shoah
non resti solo un dato formale, ma divenga fattore attivo di conoscenza
e di protezione per tutte le società civili.
Il 2018 per l'ebraismo italiano, ricorda Pagine Ebraiche, sarà una
stagione di scelte importanti, con il Consiglio dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane al lavoro per ripensare il futuro e la
gestione delle risorse. In Israele quest'anno si festeggerà invece i 70
anni dalla dichiarazione d'Indipendenza e Gerusalemme, la sua capitale,
sarà ovviamente protagonista: anche per questo il giornale
dell'ebraismo italiano dedica alla città cuore delle tre religioni
monoteiste e della democrazia israeliana, un intero dossier dal
significativo titolo “Benvenuti a Gerusalemme”, parafrasando quello di
una mostra in corso al Museo ebraico di Berlino. E proprio dalla
capitale tedesca, arrivano suggestioni e riflessioni grazie all'ultima
edizione della Berlinale a cui Pagine Ebraiche dedica un ampio
approfondimento.
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pagine ebraiche di marzo - speciale berlinale
L'Orso di Berlino non fa sconti
Un
vulcano capace di far sfilare sotto gli occhi del partecipante 400
film, uno spettro senza pari del cinema creativo e coraggioso, ma
tenendo da conto anche i grandi momenti di spettacolo, il punto di
incontro e il passaggio inevitabile della cinematografia europea, in
particolare di quella centroeuropea. Nell’ultimo anno di conduzione di
Tom Tykwer, la Berlinale 2018 ha mostrato le unghie e ha sfoderato un
potenziale che nelle ultime edizioni era apparso lievemente sbiadito. E
se la politica del momento ha finito per prendere il sopravvento sul
finale, quando è venuto il giorno di assegnare i premi, e si è voluto a
tutti i costi rimarcare che questo è l’anno del “metoo” anche a scapito
di una scrupolosa considerazione artistica sui film finiti sotto i
riflettori, il festival della capitale tedesca ha svolto ancora una
volta egregiamente in ogni caso il proprio ruolo di calderone del
cinema vivo. Non sono i mancati i grandi temi del confronto con la
Memoria e con la Storia. Era presente un cinema israeliano ben vivo e
stimolante, forse più riflessivo e forse non più all’altezza delle
indimenticabili impennate degli scorsi anni.
Guido Vitale, Pagine Ebraiche Marzo 2018
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pagine ebraiche di marzo - speciale berlinale
L’Europa e l’altra Europa, in scena per la Memoria
Non
è facile parlare di Memoria, di passato, e di presente, di vita nostra,
di testimoni, di colpa. Di responsabilità, di ricerca della verità e di
sete di giustizia in un film originale e vivo. Profondamente
contemporaneo. Il regista slovacco Martin Sulik con “Dolmetscher”
(L’interprete) è riuscito con una incredibile prova di professionalità
a mettere a segno tutto questo, volando alto rispetto alla ridondante
sovraproduzione che punta a questo tema e invade le sale soprattutto
nei giorni attorno al 27 gennaio. Qui le cose sono ben diverse e gli
itinerari della memoria parlano di allora e di oggi, parlando di Europa
e di altra Europa in una vicenda appassionante, straziante ed
esilarante che si svolge fra Vienna e Bratislava le due città che si
guardano e appartengono sulle sponde avverse de Danubio a due mondi
inseparabili e antipodici al tempo stesso. La sceneggiatura di Marek
Lescak è magistrale e non può essere svelata in queste righe se non
altro per non ridurre l’effetto dei colpi di scena che costellano il
film dall’inizio alla fine.
Pagine Ebraiche Marzo 2018 Leggi
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Setirot
- Cronaca con domande |
A
pochissimi giorni dalle elezioni, Sinistra per Israele di Milano
organizza un dibattito dal titolo “La sinistra di fronte alla
situazione mediorientale, all’antisemitismo, all’islamofobia e al
razzismo”. Intervengono esponenti di Liberi e Uguali (Laura Boldrini,
Luciano Belli Paci, Rahel Sereke) e del Partito Democratico (Lele
Fiano, Lia Quartapelle, Nadira Hairague). Ospite il Municipio 3. La
grande sala del Consiglio è affollata. Il dibattito (introdotto e
moderato da chi scrive queste righe) è serio, qualificato, pacato –
molti i punti in comune, abbastanza ovvio per un’area di centrosinistra
largo come si usa dire, con alcune differenziazioni, talune di qualche
peso (chi volesse vedere la registrazione può trovarla sulla pagina
Facebook di Sinistra per Israele Gruppo di Milano). Le solite piccole
sceneggiate di un micro gruppetto di propal, subito zittiti dal
pubblico.
Stefano Jesurum, giornalista
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In ascolto - Pippin |
Il
Jerusalem Post ha annunciato l’arrivo imminente del musical “Pippin” a
Gerusalemme. La prima sarà mercoledì 7 marzo e sono previste otto
repliche. L’allestimento è della compagnia teatrale Starcatcher che si
autodefinisce “gruppo teatrale indipendente, impegnato a offrire al
pubblico israeliano i musical in lingua inglese con allestimenti di
alta qualità”.
Originale la scelta di “Pippin”, una vecchia produzione con una storia
interessante. Debutta nel 1972 a Broadway con la regia di Bob Fosse
(che nello stesso anno dirige il più celebre “Cabaret”) e vi resta fino
al 1977, per un totale di 1949 repliche.
Maria Teresa Milano
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Rovesciamento delle sorti
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Due
figuri vagamente anni Venti (almeno queste erano le intenzioni, dato
che la festa era a tema), due Zorro, uno zombie con il volto
dell'Urlo di Munch, un elefantino (ci mancavano il gatto e il
topo, nonché i due liocorni), ma per il prossimo zoo di Purim possiamo
sempre migliorare, e del resto non è stata decisione da poco accettare
il travestimento stile Great Gatsby rinunciando al costume da
mucca autoprodotto ed orgogliosamente indossato di Purim in Purim da
almeno un decennio...tutti pronti e via.
Sara Valentina Di Palma
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