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…Romano

Sergio Romano, l’autorevole diplomatico, storico e columnist, è stato colto ieri da una momentanea amnesia. Nel rispondere a una lettrice del Corriere sulle cause dell’ostilità araba legate alle origini di Israele, Romano immagina una breve storia del Medio Oriente nel Ventesimo secolo. Israele sarebbe “uno stato nuovo costruito per ospitare una popolazione che era stata ferocemente perseguitata e cercava una nuova casa”. Eppure Romano sa bene che il Mandato Britannico fu creato nel 1922 con l’accordo delle principali Potenze e con un ben preciso scopo: “la messa in atto della dichiarazione del 2 novembre 1917 in favore della creazione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico” – “oltre che la salvaguardia dei diritti civili e religiosi di tutti gli abitanti della Palestina senza distinzione di razza e di religione”. Gli arabi della regione, e anche questo Romano lo sa, si consideravano allora parte della Grande Siria. Dopo le gravi inadempienze dell’Inghilterra nei 26 anni del suo mandato, veniva la decisione dell’ONU nel 1947 di spartire la Palestina fra due stati – uno Arabo e uno Ebraico. Lo Stato Ebraico non era un fatto nuovo visto che in realtà realizzava, su una parte ridotta del territorio, gli impegni presi dalla comunità internazionale ben prima della Shoah. La vera invenzione politica era invece lo Stato Arabo che, per la prima volta nella storia, attribuiva una sovranità araba su un’altra parte del territorio mandatario – autarchicamente, e non come provincia di un’entità politica più ampia. Oggi, quella ebraica-israeliana e quella araba-palestinese sono due realtà politiche ben stabilite e irreversibili, ed è del tutto superfluo discettare su come e perché siano nate, se siano legittime o no, e fino a quando dureranno. Tutte le parti in causa non possono non riconoscere questa realtà duale che esprime identità culturali e politiche profondamente radicate e incompatibili. E se c’è un minimo di onestà, proprio questa diversità è condizione necessaria affinché il Medio Oriente possa trovare un assetto politico stabile e, nelle parole di Sergio Romano “fra le persone di buona volontà e di buon senso la convivenza sia possibile”.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme