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…passato

L’industria della nostalgia, dedita alla produzione sistematica di ricordi, non produce la semplice riemersione di ciò che è accaduto nel passato, ma lo crea. Per fuoriuscirne non si tratta di considerare il terreno della storia come il luogo dove la tentazione della menzogna è più forte, e quindi di commissionare a qualcuno il compito di scrivere la storia vera, ma di sapere che su quel terreno si misurano ipotesi, ricostruzioni parziali, interpretazioni, soprattutto fonti e documenti che insieme devono dare un quadro, mosso, inquieto del passato e di ciò che quel passato lascia in deposito. Questo è ancora più dirimente se si ha in testa e in animo di produrre un manuale del passato come un “museo di storia”, dove dovremmo ritrovare percorsi di vita, storie individuali e di gruppo, strutture, organizzazione della vita quotidiana, oggetti, raffigurazioni. Ovvero un insieme dove si mescolano, coabitano e si sovrappongono lo scorrere del tempo e le sue diverse e spesso confliggenti rappresentazioni e dove spesso è importante non solo cosa c’è, o ciò che qualcuno sceglie di mettere al centro mentre altri collocano al margine, e di trovare un modo di rendere coerenti queste due diverse visioni, ma anche, e forse soprattutto, ciò che tutti decidono di “non mostrare”, di espellere o di non discutere.

David Bidussa, storico sociale delle idee