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Consiglio Ucei – A Renzo Gattegna la presidenza

Dobbiamo continuare a lavorare per un ebraismo italiano unito nel rispetto delle nostre identità, attento a crescere sul fronte interno e impegnato sul fronte della comunicazione e del confronto con la società civile, perché il nostro nome e gli ideali che rappresentiamo possano raccogliere i più ampi consensi.
Queste le prime parole che Renzo Gattegna, chiamato ancora alla guida dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane da un nuovo Consiglio che alla sua prima riunione ha confermato il suo mandato di presidente con una votazione sostanzialmente unanime, ha rivolto ai rappresentanti degli ebrei italiani. Presenti i 18 Consiglieri, nella votazione a scrutinio segreto Gattegna ha raccolto 17 consensi e una scheda bianca.
Ampio consenso, in apertura del primo Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, anche per l’ipotesi di attuare immediatamente la riforma statutaria approvata pochi giorni fa dal Congresso riguardo al modello di Giunta a nove componenti che costituirà la dimensione del nuovo governo dell’ebraismo italiano.
Dopo un confronto per cercare la formula che meglio rappresentasse le molte identità ideali e geografiche dell’ebraismo italiano, il Consiglio ha approvato la proposta di una Giunta che vede alla vicepresidenza Claudia De Benedetti e Anselmo Calò. Il Presidente continuerà a seguire personalmente le strategie di informazione, comunicazione e rapporti istituzionali. Gli altri componenti di Giunta eletti sono Victor Magiar, Dario Bedarida, Giorgio Mortara, Raffaele Turiel, Sandro Di Castro e rav Adolfo Locci.
A tutti i componenti del Consiglio saranno attribuiti incarichi specifici e di alta responsabilità.
“Sono commosso e onorato – aveva dichiarato nella mattinata Gattegna – e sono felice di proseguire in questo impegno, perché nel corso del mandato precedente abbiamo lavorato su molti progetti che meritano di essere ulteriormente seguiti e sviluppati. Ma voglio anche ripetere quanto dissi quattro anni fa: la mia intenzione è quella di essere il presidente di tutti e in questo momento voglio spogliarmi di qualunque appartenenza di schieramento e chiedere ai Consiglieri di fare altrettanto. Il Consiglio appartiene a tutto l’ebraismo italiano, la Giunta lavora per tutto l’ebraismo italiano. Lavoriamo per la concordia interna, perché tutti noi ne avvertiamo il bisogno”.