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…libertà

La prima parola con cui D-o si rivela all’umanità intera è di liberazione: “Io sono il Signore D-o tuo che ti feci uscire dalla terra d’Egitto, dalla casa degli schiavi” (Esodo 20:2). Chaim Wirszubski, inizia il suo libro con la seguente osservazione: “Il concetto di libertà, che comprende due differenti significati, cioè «libertà da» e «libertà di», nessuno dei quali ammette definizioni se non generiche, è alquanto vago. Lo stesso vale per la latina libertas. Libertas denota principalmente lo stato di liber, cioè di chi non è schiavo. (Libertas. Il concetto politico di libertà a Roma tra Repubblica e Impero. Bari, 1957, p.7). Abbiamo qui la libertà dalla casa degli schiavi e la libertà dei figli di Israel che erano stati schiavi in Egitto e questa libertà è necessaria per potersi dedicare interamente al servizio divino, tramite il nostro perfezionamento: Il primo fondamento, sul quale poggia tutto l’edificio, è che la “Volontà suprema ha voluto che l’uomo si perfezioni, così come tutto quello che ha creato in suo favore. Questo rappresenta il suo merito e la sua ricompensa. Il suo merito sarà quello d’avere sofferto per raggiungere questa perfezione… La sua ricompensa sarà di avere infine raggiunto la perfezione. Egli godrà allora del Bene per l’eternità”.(Rav Moshé Chaim Luzzatto-Ramchal, Da’at Tevunot 2:14).

Alfredo Mordechai Rabello, giurista