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Tisha be Av…

La luce della luna e del sole saranno diverse e quella del sole darà la guarigione ad ognuno; da Gerusalemme usciranno acque vive e anche loro guariranno chiunque; gli alberi daranno frutti ogni mese e chi li mangerà sarà guarito. E’ l’inizio di una lista di 10 eventi attesi in un futuro che dovrà venire, di cui parla il midrash (Shemot Rabbah 15:21) sulla base di profezie bibliche. L’idea è che non solo verrà un momento in cui i danni saranno riparati, ma la creazione cambierà decisamente in meglio il suo corso. Oggi inizia il mese di Av. Già da oggi, in preparazione al digiuno del 9 di Av, il giorno più sciagurato del calendario ebraico, in un calendario che già per tante altre ricorrenze non è poi così allegro, scattano alcune norme di rigore e austerità, che riguardano l’alimentazione, i vestiti, le attività commerciali, i lavori di costruzione, le controversie, le feste. I vari minhagim si dividono sui dettagli di applicazione, ma un principio comune guida tutti: la necessità di partecipazione collettiva e condivisa a una memoria storica comune, che deve avere un effetto liberatorio. Viene insegnato che chi partecipa ora al lutto per Gerusalemme avrà il merito di vederne un giorno la consolazione. Alla speranza non si rinuncia, in fondo al tunnel c’è sempre la luce, ma non bisogna dimenticare, tutti insieme, che nel tunnel ci stiamo ancora, anche se forse un po’ più vicini alla luce.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma